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mercoledì 14 marzo 2012

Il tempio


Riporto dal sito di Città Nuova un articolo di Costanzo Donegana sul rapporto tra Gesù e il Tempio, a margine del vangelo di domenica scorsa, dove viene raccontato il fatto della cacciata dei mercanti dal tempio. Argomento sempre attuale!



Gesù non ha costruito chiese, e non perché non era muratore. Ha frequentato il tempio, ma ha preferito le strade, le montagne, i prati, il lago.

Lo ha detto chiaramente alla samaritana: «Viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. (…) Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità» (Gv 4, 21.23).
Un giorno, acceso di zelo violento, entra nel tempio di Gerusalemme e lo ripulisce da quelli che lo profanano. Vuol dire allora che quel tempio è importante per lui? No, perché il commento che lui ne fa orienta decisamente verso un’altra prospettiva.

Con un salto di logica tipico del suo pensare, Gesù passa dal tempio di pietra al suo corpo, il tempio vero e definitivo, che darà consacrato con la sua morte e risurrezione: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2,19).
Il “male della pietra o del mattone” è una delle passioni dei preti, in genere assecondati devotamente dalle loro comunità. Non è male costruire chiese e cappelle. Basta che non diventino surrogato del vero tempio, il corpo del Cristo che vuole morire e risorgere continuamente in tutti gli angoli della terra, anche – soprattutto – in quelli più “profani”, proprio perché sono quelli che lui ha prediletto quando è vissuto fra noi.

Il vero culto in questo tempio non è fatto in primo luogo da cerimonie con canti e incenso, ma da persone e comunità che rivivono la Pasqua di Gesù, nell’amore col quale muoiono l’una per l’altra, che le fa esseri risorti, vivi. E così danno a Gesù la possibilità di tornare fra noi e di andare proprio là dove non ci va nessuno.



lunedì 12 marzo 2012

La diaconia cristiana [7]


Vi segnalo la settima puntata della rubrica sulla "diaconia" (di cui ho parlato in post precedenti), dal titolo appunto La diaconia cristiana, che viene trasmessa su Tele Radio Padre Pio, a cura del prof. Giovanni Chifari, docente di Teologia Biblica presso l'Istituto Scienze religiose "Giovanni Paolo II" di Foggia.

Il tema di questa puntata si potrebbe sintetizzare: poveri e diaconia.
Viene messo l'accento sulla povertà intesa nel suo senso biblico e teologico: non tanto come elemento virtuoso o come programma di vita da raggiungere, ma come luogo storico-salvifico in cui Dio si manifesta. Attraverso la povertà Dio educa il suo popolo. La stessa storia del popolo di Israele ha questa caratteristica: attraverso la sua povertà ha saputo scoprire il suo "discepolato" (dall'esperienza dell'Egitto, fino alla schiavitù, all'esperienza dell'esodo e del deserto, ecc.).
Uno stato di povertà in cui l'essere poveri e nudi davanti a Dio non fa avanzare pretese… Così è stato di Gesù, che fin dalla sua nascita si rivela ai poveri, inizia la sua missione dai più poveri, quali primi destinatari del suo annuncio. Ora questa attenzione verso i poveri non è tanto una attenzione in senso etico e non esclusivamente in senso sociale, ma in senso storico-teologico: la povertà come condizione che può consentire all'uomo, al popolo, di abbandonarsi nelle mani di Dio. La povertà diventa quindi un luogo "epifanico".
Così la Chiesa è legata ai poveri, perché è Cristo che la lega ai poveri; non in senso idealistico, ma teologico, religioso, secondo quanto scrive san Paolo: "Da ricco che era si fece povero, per arricchire noi della sua povertà" (2Cor 8,9).
La Chiesa quindi deve conformarsi al Lui. Importante è il passo di LG 8: "Gesù Cristo spogliò se stesso … e per noi, da ricco che era si fece povero: così anche la Chiesa, quantunque per compiere la sua missione abbia bisogno dei mezzi umani, non è costituita per cercare la gloria terrena, bensì per diffondere, anche col suo esempio, l'umiltà e l'abnegazione. […] anzi riconosce nei poveri e nei sofferenti l'immagine del suo fondatore, povero e sofferente…".

Nell'Eucaristia la Chiesa testimonia l'offerta di Cristo, dove è chiamata a fare altrettanto. È nell'Eucaristia poi che il servizio che è chiamata a compiere prende forma sacramentale: dal primato della Parola, alla centralità dell'Eucaristia, all'apertura alla fraternità, alla comunione, che diventa tensione escatologica.
La Chiesa nel suo servizio all'umanità deve manifestare il suo affidarsi alla provvidenza: ciò significa che, se da un lato ci sono realtà che danno sicurezza, anche economica, da un altro punto di vista queste certezze potrebbero offrire dei limiti alla testimonianza della nostra carità. Testimonianza che deve far risaltare la "demondanizzazione" della Chiesa.
Il servizio che, come cristiani, siamo chiamati a compiere è espressione di un dono totale di sé, non per un raggiungimento di qualche tornaconto personale, perché non lo esercitiamo a nome nostro, ma in nome di Cristo, senza avanzamento di pretese, ma in piena gratuità, secondo l'esempio della vedova che donò tutto ciò che aveva, senza rumore né "tintinnio" di moneta, come potrebbe fare chi non dà il tutto ciò che ha per vivere (cf Lc 21,1-4).


Ecco il link su youtube della 7a puntata:
http://www.youtube.com/watch?v=Qi1d9wpkbto



Link delle precedenti puntate:
La diaconia cristiana 1a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4
La diaconia cristiana 2a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=qddb2xaVRzk
La diaconia cristiana 3a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=MzhL4slFJ8M
La diaconia cristiana 4a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=UJ3EdS8ZSvg&list
La diaconia cristiana 5a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=luqjmEhLBWc
La diaconia cristiana 6a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=BF3piz9r2hw


La rubrica viene trasmessa al sabato alle ore 9,30, con replica alle 13,45 e 21,40.
Inoltre l'intera puntata è visibile su youtube al canale Padre Pio TV (http://www.blogger.com/www.youtube.com/user/padrepiotv).
Inoltre può essere vista sia sul digitale terrestre, canale 145, sia su SKY, e anche sul sito http://www.blogger.com/www.teleradiopadrepio.it .




domenica 11 marzo 2012

Il Diaconato in Italia

Il diaconato in Italia n° 172 (gennaio/febbraio 2012)




Diaconia della marginalità,
diaconia della pace



Sommario


EDITORIALE
Coniugare pace e solidarietà (Giuseppe Bellia)

ANALISI
«Poveri di diritti» (Enzo Petrolino)

CONTRIBUTO
Marginalità e pace, un binomio difficile (Giuseppe Benvegnù Pasini)

STUDIO
Temere Dio: paura o sapienza? (Giuseppe Bellia)

EMERGENZE
Quando la Parola è rara (Paolo Giusto)

SPIRITUALITÀ
Una diaconia in tensione (Giovanni Chifari)

PREGHIERA
In cammino verso la Pasqua (G. C.)

OMELIA
Ogni scelta di vita è vocazionale (Angelo Scola)

FORMAZIONE
Educare i giovani alla giustizia e alla pace (Giuseppe Perrone)


Rubriche


SERVIZIO
La benedizione delle famiglie (Andrea Spinelli)

TESTIMONIANZE
Tra i reclusi di una Casa Circondariale (Sebastiano Mazzara)

INTERVISTE
Fondo Famiglia-Lavoro: anche i diaconi impegnati (a cura di Andrea Spinelli)
Oltre la penna e il questionario… (Diego Vesco)
Cos'è il Fondo Famiglia-Lavoro
Pastorale "della strada" (a cura di Vincenzo Testa)

FOCUS
Dono di carità o dovuto per giustizia? (Vincenzo Alampi)

PAROLA
Per una diaconia autentica della Parola (Luca Bassetti)


Riquadri


Come Dio educa alla misericordia (G.B.)
A Napoli 40 anni fa
Microcredito da Nord a Sud


venerdì 9 marzo 2012

Il nuovo Tempio



3a domenica di Quaresima (B)

Appunti per l'omelia

Il cammino di conversione ci porta, in questa III domenica di Quaresima, a mettere a fuoco il nostro rapporto con Dio: "Non avrai altri dei di fonte a me" (Es 20,3). Il racconto dell'esperienza di liberazione del popolo ebreo dall'Egitto da una condizione di schiavitù e la progressiva conquista della propria identità è di estrema attualità. La coscienza dell'uomo contemporaneo infatti è lacerata da una sorta di identità perduta, dove il senso stesso di riscatto e di liberazione è soffocato da un relativismo che gli impedisce di respirare quell'aria pura che gli darebbe vita e lucidità.
L'esperienza del Sinai, con l'accoglienza delle Tavole della Legge, è l'esperienza di un Dio che salva, che ti conduce alla libertà, che ti lega in un rapporto di comunione speciale: "Non avrai altri dei di fonte a me". L'osservanza dei comandamenti poi è la risposta cosciente di coloro che hanno fatto l'esperienza di questa liberazione, che, in ultima istanza, è liberazione integrale della persona.
Ma il segno perfetto dell'Alleanza tra Dio e gli uomini si realizza nella persona del Figlio Gesù, il Cristo, Parola di Dio per l'umanità, Buona Notizia per ogni uomo che viene in questo mondo, Vangelo vivente del Padre.
Nessun comandamento della Legge antica verrà abolito, ma portato a compimento e riassunto nel duplice precetto dell'amore di Dio e del prossimo. La Persona stessa del Cristo diventa pertanto luogo della presenza divina, nuova "tavola" dell'Alleanza non scritta su tavole di pietra, ma sancita nel sangue versato per tutti. Il Cristo crocifisso, che Paolo predica (cf. 1Cor 1,23), è la sintesi vissuta con somma perfezione di tutti comandamenti, manifestazione genuina della Legge di Dio, l'amore.
Se il Tempio per gli antichi ebrei era il segno ed il luogo della presenza di Dio fra gli uomini, ora, nei tempi nuovi, lo stesso Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi nella Persona del Figlio: Egli è veramente il "Dio-con-noi".
Gesù, scacciando fuori dal tempio tutti i venditori, instaura la nuova era in cui il tempio, purificato da ogni profanazione, diventa il vero luogo dell'incontro dell'uomo con Dio, "casa di preghiera per tutti i popoli" (Is 56,7).
In Gesù, ogni uomo ed ogni donna di tutti i tempi potranno fare l'esperienza dell'incontro reale con Dio. Il suo Corpo, nuovo tempio distrutto e fatto risorgere, ha preso forma nella comunità dei credenti, suo vero Corpo, dimora dello Spirito Santo, presenza viva del Risorto.



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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Molti credettero nel suo nome (Gv 2,23)
(vai al testo) - (pdf, formato A5)

Commenti alla Parola:
• di Marinella Perroni (VP 2012)
• di Claudio Arletti (VP 2009)
• di Enzo Bianchi



giovedì 8 marzo 2012

Il profilo mariano della Chiesa



8 marzo, festa della donna

In questo giorno speciale, non solo per le donne, vorrei riportare un pensiero di Hans U. von Balthasar, rilasciata in un'intervista a Vittorio Messori:

"Bisognerebbe ricordare a tutti i cattolici, a cominciare dalle donne, che, nella Chiesa, Maria ha un posto ancor più alto di Pietro; la Chiesa è una realtà femminile ed è posta davanti ai successori maschi degli apostoli. Il principio Maria, dunque il principio femminile, è più importante di quello gerarchico stesso affidato alla componente maschile. Maria è il cuore della Chiesa, un cuore femminile che dobbiamo rivalutare come si merita in equilibrio con il servizio di Pietro. Questo non è devozionismo, questa è teologia della grande tradizione cattolica".

(da "La donna nella società e nella Chiesa", Ed. Dehoniane Bologna 1990, pag. 130)

sabato 3 marzo 2012

La diaconia cristiana [6]


Vi segnalo la sesta puntata della rubrica sulla "diaconia" (di cui ho parlato in post precedenti), dal titolo appunto La diaconia cristiana, che viene trasmessa su Tele Radio Padre Pio, a cura del prof. Giovanni Chifari, docente di Teologia Biblica presso l'Istituto Scienze religiose "Giovanni Paolo II" di Foggia.

In questa puntata si parla del nesso tra servizio e sequela, missione, in rapporto alla diaconia, dove ci si chiede se ogni nostro servizio si traduce in una reale missione e se il servizio è espressione di una vera diaconia; se il nostro operare riflette un reale cammino del discepolato, in un accogliere o rifiutare la via stretta della sequela.
È in realtà un ricoprire la nostra fede, il nostro atto del credere, secondo la categoria biblico-teologica della missione: la fede nella Scrittura è presentata come "relazione", gratuito abbandono all'iniziativa di Dio, alla conformazione verso la sua volontà, rinunciando alla propria (cf. Mc 14,35-36), con un percorso che si potrebbe definire in tre tappe: Fiducia (cf. Mt 23,15), Assenso intelligente (Mt 23,23-24), Impegno di vita (Is 29,13-14).

Fondamentale, nel concetto di "missione", è la verità che è Cristo l'inviato del Padre; una missione dal volto "trinitario": Il Padre invia - Il Figlio è l'inviato - Lo Spirito compie la missione.
Se Cristo è l'Inviato, noi "inviati", annunciatori della Parola (docenti e catechisti inclusi), dovremo conformarci all'essere di Cristo, ponendoci alla sua sequela, accettando di passare per la porta stretta (cf. Lc 13,24-30). Così saremo "mediatori", non di noi stessi, ma di Cristo: è Lui l'Inviato e la Missione è dello Spirito.

Il servizio allora è una continuazione di questa azione trinitaria: l'azione è di Dio e noi siamo solo strumenti! Siamo mandati sulle orme del Maestro, che inizia la sua opera "ministeriale" dai poveri della terra, dagli ammalati, dagli esclusi: opera di riscatto e di recupero non solo della salute fisica, ma anche, e di conseguenza, della partecipazione alla vita sociale, della comunità.


Ecco il link su youtube della 6a puntata:
http://www.youtube.com/watch?v=BF3piz9r2hw



Link delle precedenti puntate:
La diaconia cristiana 1a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4
La diaconia cristiana 2a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=qddb2xaVRzk
La diaconia cristiana 3a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=MzhL4slFJ8M
La diaconia cristiana 4a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=UJ3EdS8ZSvg&list
La diaconia cristiana 5a puntata: http://www.youtube.com/watch?v=luqjmEhLBWc


La rubrica viene trasmessa al sabato alle ore 9,30, con replica alle 13,45 e 21,40.
Inoltre l'intera puntata è visibile su youtube al canale Padre Pio TV (www.youtube.com/user/padrepiotv).
Inoltre può essere vista sia sul digitale terrestre, canale 145, sia su SKY, e anche sul sito www.teleradiopadrepio.it .




venerdì 2 marzo 2012

Il dolore trasformato in amore



2a domenica di Quaresima (B)

Appunti per l'omelia

"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro… E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù" (Mc 9,2.4).
In questa domenica, seconda di Quaresima, siamo introdotti in un altro luogo solitario: dal deserto di domenica scorsa, in cui abbiamo incontrato Gesù tentato da satana e servito dagli angeli, a questo alto monte, dove, "in disparte", il Maestro si manifesta ai tre discepoli, "loro soli".
Il mistero della Trasfigurazione sul monte (mistero prettamente pasquale, quasi una rilettura dell'esperienza fatta dai discepoli dopo la risurrezione di Gesù) ci rivela che senza la crocifissione e lo scandalo della croce non ci sarà vita nuova né trasfigurazione né la luce della Pasqua potrà sconfiggere le tenebre che avvolgono il mondo.
Lo straordinario gesto di Abramo, che è disposto a sacrificare il proprio figlio Isacco (cf Gen 22,1 ss), è solo una tenue prefigurazione di ciò che accadrà col sacrificio da parte di Dio del suo unico Figlio - "Egli lo ha consegnato per tutti noi" (Rm 8,32) -, che, per attutire in un cero senso lo sgomento e lo smarrimento della morte in croce, rivela il suo vero volto sul monte.
Estremo atto di amore di un Dio, dove il Figlio amato è l'espressione massima del dono di sé; icona e sacramento di ogni espressione di amore fatta dai discepoli nello Spirito. "Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte", ci ricorderà l'evangelista Giovanni (1Gv 3,14).
"Per riportare all'uomo il volto del Padre, Gesù ha dovuto non soltanto assumere il volto dell'uomo, ma caricarsi persino del volto del peccato. «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio» (2Cor 5,21). Non finiremo mai di indagare l'abisso di questo mistero. È tutta l'asprezza di questo paradosso che emerge nel grido di dolore, apparentemente disperato, che Gesù leva sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mc 15, 34). È possibile immaginare uno strazio più grande, un'oscurità più densa?" (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte 25).

Tuttavia, la manifestazione del Verbo di Dio rimane incompleta ed incomprensibile senza tutta la Scrittura, dove Mosè ed Elia, nell'incontro con Gesù e nel loro conversare su quanto succederà da lì a poco, trovano unità nel mistero della morte sul Golgota: Volto sfigurato nella Passione, Volto trasfigurato nella Risurrezione; unico volto del Figlio di Dio, unico amore divino, unico dono totale di sé, dove il dolore ne è l'espressione umana. Nella vita dell'Uomo-Dio trova risposta ogni interrogativo dell'uomo: è l'ascolto della Parola che ci permette, adombrati dallo Spirito, di partecipare al mistero del Figlio amato e di comprendere cosa voglia effettivamente dire "risorgere dai morti".



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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Fu trasfigurato davanti a loro (Mc 9,2)
(vai al testo) - (pdf, formato A5)

Commenti alla Parola:
• di Marinella Perroni (VP 2012)
• di Claudio Arletti (VP 2009)
• di Enzo Bianchi



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