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sabato 11 aprile 2026

Convegno – Assisi 2026


Comunità del Diaconato in Italia

XXX Convegno Nazionale
Assisi, 3-6 Agosto 2026


Nel segno di Francesco d'Assisi amante dei poveri
Nuove sfide per la diaconia e per il diaconato




Vai al dépliant (con programma)
Vai alla Scheda di Prenotazione
____________________


PRESENTAZIONE


Il Convegno che la Comunità del Diaconato in Italia propone avrà per tema:
NEL SEGNO DI FRANCESCO D'ASSISI AMANTE DEI POVERI
NUOVE SFIDE PER LA DIACONIA E PER IL DIACONATO





SEDE DEL CONVEGNO
DOMUS PACIS, Piazza Porziuncola 1 ASSISI - Tel. 075 8043530



Interverranno al Convegno:
mons. Stefano MANETTI, Vescovo di Fiesole, Presidente Commissione Clero CEI
mons. César ESSAYAN, Ofmc, Vicario Apostolico Latino in Libano
mons. Felice ACCROCCA, Vescovo di Assisi
dott. Enzo PETROLINO, Presidente Comunità diaconato in Italia
don Calogero CERAMI, Responsabile Centro Formazione Clero, Sicilia
don Bruno BIGNAMI, Direttore Ufficio CEI Problemi sociali e il Lavoro
prof. Don Sergio MASSIRONI, docente di Teologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
Andrea SARTORI, Diacono Vicariato di Roma
Valeria e Sergio DI PEDE, Responsabili Ufficio Famiglia Arcidiocesi di Matera

Lectio: Lida CICCARELLI, docente di Teologia Spirituale, Loppiano


NORME DI PARTECIPAZIONE

Il Convegno è aperto a tutti: vescovi, presbiteri, diaconi e candidati, religiosi/e e laici.

La quota di partecipazione, comprensiva di vitto, alloggio e iscrizione, dovrà essere versata alla COMUNITÀ DEL DIACONATO IN ITALIA con versamento
c/c postale: 14284426
o bonifico bancario: IBAN IT28Y0306909606100000014951
indicando come causale del versamento "XXX Convegno diaconi 2026".

 La quota di partecipazione (non divisibile per l'intera durata del Convegno dalla cena di Lunedì 3 al pranzo di Giovedì 6 agosto, comprese bevande), è fissata:
In camera doppia (a persona)   € 320,00
In camera singola                    € 350,00
Bambini 4-13 anni (in camera con i genitori) € 170,00
Solo quota iscrizione (senza vitto e alloggio) €  70,00
Pasti singoli € 20,00

Riduzioni:
• bambini fino a 3 anni gratuiti

È prevista l'animazione per i bambini che non sarà solo un momento divertente per intrattenerli, ma è anche un momento per offrire loro un'opportunità educativa e aiutarli ad apprendere in modo divertente.

• Le relative richieste devono essere inoltrate compilando ed inviando la scheda di prenotazione versando come caparra di quota soggiorno € 60,00, indicando come causale del versamento "XXX Convegno nazionale diaconi 2026" entro il 30 Giugno.
La scheda di adesione (scaricabile anche da questo post) e la copia del versamento devono essere inviate via e-mail a: eventi@comunitadiaconato.it
L'iscrizione può essere effettuata anche online entrando nel Sito della Comunità, dove può essere scaricato pure il programma del Convegno: www.comunitadiaconato.com

• Il saldo della quota di alloggio dovrà essere versato 14 giorni prima dell'inizio del Convegno con bonifico bancario o bollettino postale.
• Le richieste di alloggio saranno evase secondo l'ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
• Coloro che, dopo aver prenotato l'alloggio, intendessero ritirarsi, dovranno disdire entro il 1° Luglio altrimenti perderanno l'importo della caparra.


Per informazioni:
Segreteria organizzativa Comunità del Diaconato in Italia
Tel.: +39 349 400 2311
e-mail: diaconatoinitalia@libero.it
www.comunitadiaconato.com

venerdì 10 aprile 2026

Quelle mani trafitte


2a domenica di Pasqua (A)
Atti 2,42-47 • Salmo 117 • 1 Pietro 1,3-9 • Giovanni 20,19-31
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

"Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi…, io non credo" (cf. Gv 20.25). Le parole di Tommaso sono come una dichiarazione decisa, quasi una sfida, alle insistenze dei suoi compagni che affermano di aver visto il Signore risorto. Sicuramente, già dall'affermazione di Maria di Magdala di aver visto il Maestro ha inizio il suo "allontanamento" dalla cerchia degli undici.
Gesù, il giorno di Pasqua, vivo, sta in mezzo e Tommaso non c'è. Sembra che Tommaso desideri sapere con certezza se esiste un amore che varchi la soglia della morte.
"Voglio vedere le mani…". Sì, le mani del Pastore che aveva affermato che "nessuno strapperà le mie pecore dalle mie mani" (cf. Gv 10,28).
La verità che Tommaso desidera sapere non è una verità teorica, non cerca prove scientifiche, ma una verità sofferta, che porti i segni di quell'amore che ha avuto il suo culmine sul legno della croce. Perché la sofferenza patita è l'unica via per una verità che non sia illusione. Quelle mani trafitte dai chiodi hanno sperimentato la massima debolezza e impotenza. E Tommaso vuole verificare che siano proprio quelle mani trafitte a poterlo sorreggere anche al di là della morte. Ed è disposto a credere a caro prezzo, perché la fede è una scommessa radicale su Cristo, una scommessa che dia veramente senso al nostro vivere e al nostro morire.
Tommaso si era allontanato dai suoi amici sconcertato dalle loro affermazioni. Ma c'è un cambio si scena. Quando ritorna, è allora che incontra il Signore risorto. Nella solitudine ha sperimentato il dubbio e l'incertezza. Nella comunità Gesù gli mostra il segno di quell'amore che ha sconfitto la morte.
L'evangelista non ci racconta dettagli particolare, solo il colloquio tra Gesù e Tommaso. Per Tommaso diventa superfluo anche il toccare quelle mani trafitte. Lui non solo ha visto, ma ha udito e constatato che il Risorto è il Signore crocifisso. Da qui la sua meravigliosa professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!".
La verità della risurrezione passa attraverso la sofferenza. Il nostro radunarci per celebrare l'Eucaristia deve passare per la difficoltà del nostro farci prossimi gli uni agli altri, per sperimentare ed essere quel pane vivo macinato e quel vino frutto di quegli acini spremuti che ci fanno Corpo di Cristo, una comunità di fratelli e di sorelle dove tutto è in comune, gioie e dolori, vita e morte, consumati in uno dall'amore (cf. At 2,42-47; I lettura).
Allora potremmo anche noi partecipare, ricolmi di gioia, anche se afflitti da varie prove, alla beatitudine di chi crede senza aver visto (cf. Gv 20,29), perché sperimentiamo quell'amore che ci fa credere senza vedere (cf. 1Pt 1,3-9; II lettura).

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!" (Gv 20,19)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Parola-sintesi proposta a suo tempo pubblicata:
 Mio Signore e mio Dio! (Gv 20,28) - (27/04/2025)
(vai al testo…)
 A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati (Gv 20,23) - (07/04/2024)
(vai al testo…)
 Abbiamo visto il Signore! (Gv 20,25) - (16/04/2023)
(vai al testo…)
 Pace a voi! (Gv 20,19) - (24/04/2022)
(vai al testo…)
 Mio Signore e mio Dio! (Gv 20,28) - (11/04/2021)
(vai al testo…)
 I discepoli gioirono al vedere il Signore (Gv 20,20) - (19/04/2020)
(vai al testo…)
Mio Signore e mio Dio (Gv 20,28) - (28/04/2019)
(vai al testo)
Otto giorni dopo venne Gesù (Gv 20,26) - (08/04/2018)
(vai al testo)
I discepoli gioirono al vedere il Signore (Gv 20,20) - (23/04/2017)
(vai al testo)
Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22) - (03/04/2016)
(vai al testo)
Abbiamo visto il Signore! ( Gv 20,25) - (12/04/2015)
(vai al testo)
Mio Signore e mio Dio (Gv 20,28) - (27/04/2014)
(vai al testo)
Abbiamo visto il Signore (Gv 20,25) - (07/04/2013)
(vai al testo)
Beati quelli che hanno visto e hanno creduto (Gv 20,29) - (15/04/2012)
(vai al testo)
Tutti i credenti stavano insieme (At 2,44) - (01/05/2011)
(vai al testo)
Mio Signore e mio Dio (Gv 20,28) - (09/04/2010)
(vai al post "Turbati dall'incredulità")
Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi" (Gv 20,19) - (17/04/2009)
(vai al post "La nostra pace")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Le piaghe del Risorto (05/04/2024 - Anno B)
  Nelle sue piaghe le nostre (14/04/2023 - Anno A)
  Abbiamo visto il Signore! (22/04/2022 - Anno C)
  Da questo crederanno… (09/04/2021 - Anno B)
  Incontrare il Risorto (17/04/2020 - Anno A)
  Il "Primo" giorno della settimana (26/04/2019 - Anno C)
  La fede che vince il mondo (06/04/2018 - Anno B)
  Dalle piaghe aperte, non sangue ma luce e misericordia (21/04/2017 - Anno A)
  Tommaso, il nostro compagno di viaggio (01/04/2016 - Anno C)
  Quelle ferite, il punto più alto dell'amore (11/04/2015 - Anno B)
  Misericordia, secondo nome dell'amore (25/04/2014 - Anno A)
  La comunità vivificata dal Risorto (05/04/2013 - Anno C)
  La nostra vita con il Risorto (13/04/2012 - Anno B)

Commenti alla Parola:

Anno A:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2026)
  di Antonio Savone (VP 4.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2020)
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 3.2014)
  di Marinella Perroni (VP 4.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

Anno B:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2024)
  di Antonio Savone (VP 4.2021)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2018)
  di Luigi Vari (VP 3.2015)
  di Marinella Perroni (VP 3.2012)
  di Claudio Arletti (VP 3.2009)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

Anno C:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2025)
  di Antonio Savone (VP 4.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2019)
  di Luigi Vari (VP 3.2016)
  di Marinella Perroni (VP 3.2013)
  di Claudio Arletti (VP 3.2010)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

sabato 4 aprile 2026

Il mistero di quella tomba


Pasqua di Risurrezione
Atti 10,34a.37-43 • Sal 117 • Colossesi 3,1-4 [1Corinzi 5,6-8] • Giovanni 20,1-9
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

"Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba" (Mt 28,1).
La tomba esercita un forte richiamo sul cuore delle donne e di chiunque abbia perso una persona amata. Le donne vanno a "vedere la tomba". Non possono fare altro se non stare lì, dato che la pietra, con il sigillo, loro non la possono rotolare.
La tomba è il pellegrinaggio inevitabile per ognuno; tutto ruota attorno ad essa: il timore di perdere la vita, di perdere coloro che amiamo, e il dolore per chi non c'è più. Chi può cambiare le cose? Solo un terremoto e l'apparizione di angeli che distolgano il nostro sguardo dalla tomba.
Ecco il paradosso: Colui che era morto vive e coloro che, vivi, facevano la guardia al morto cadono come morti!
Ed è l'angelo a tranquillizzare le donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto…" E sarà Lui il Risorto ad invitarle ad annunciare ai "suoi" fratelli che li precede in Galilea (cf. Mt 28,5-10).
È ancora buio quando avvengono questi incontri. Tuttavia sta venendo l'alba. Un'alba nuova che annuncia il conflitto fra la luce e le tenebre. Ma le tenebre non hanno il sopravvento. Ora che la pietra è stata rotolata per Maria di Magdala non resta altro, dopo aver constatato il sepolcro vuoto, pensare che qualcuno abbia trafugato il corpo di Gesù. Ma, dopo l'annuncio ai discepoli della scoperta del sepolcro vuoto, Pietro e Giovanni vi si recano correndo. E scoprono quanto detto loro dalle donne. Un pensiero sicuramente li interpella: improbabile che un ladro si sia dato la briga di togliere le bende al morto, e deporle in disparte piegate, prima di trafugare il corpo.
Allora possiamo comprendere che Colui che era stato posto nel sepolcro abbia abitato il luogo della propria sepoltura come un luogo di vita.
Così davanti al sepolcro vuoto si spalanca l'abisso del mistero della fede. Il discepolo amato si sporge all'entrata della tomba: "vide e credette". Non si può comprendere il mistero senza affacciarsi sul ciglio della morte. "Credette". L'evangelista non aggiunge altro. Credere alla risurrezione di Gesù è l'atto di fede per eccellenza.
Le vicende della storia, con le tenebre che l'avvolgono in uno scenario di morte continua che ci minaccia quotidianamente, potrebbe suggerisci il contrario.
Eppure, sì, il Signore è risorto davvero!
Solo Lui può donarci quella pace che il mondo non sa e non può dare.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Allora entrò anche l'altro discepolo … e vide e credette (Gv 20,8)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,9) - (20/04/2025)
(vai al testo)
 Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto! (Gv 20,1) - (31/03/2024)
(vai al testo)
 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò (Gv 20,5) - (09/04/2023)
(vai al testo)
 … e vide e credette (Gv 24,8) - (17/04/2022)
(vai al testo)
 E vide e credette (Gv 24,8) - (04/04/2021)
(vai al testo)
 Entrò nel sepolcro e vide e credette (Gv 24,8) - (12/04/2020)
(vai al testo)
 Non è qui, è risorto (Lc 24,6) - (21/04/2019)
(vai al testo)
 Egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,9) - (01/04/2018)
(vai al testo)
 Entrò nel sepolcro... e vide e credette (Gv 20,8) - (16/04/2017)
(vai al testo)
 Non è qui, è risorto (Lc 24,6) - (27/03/2016)
(vai al testo)
 E vide e credette (Gv 20,8) - (05/04/2015)
(vai al testo)
 Andate a dire: È risorto dai morti (Mt 28,7) - (20/04/2014)
(vai al testo)
 Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù (Col 3,1) - (31/03/2013)
(vai al testo)
 È risorto! (Mc 16,6) - (08/04/2012)
(vai al testo)
 Andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti" (Mt 28,7) - (24/04/2011)
(vai al testo)
 Cristo, mia speranza, è risorto, alleluia(Sequenza) - (03/04/2010)
(vai al post "La nostra speranza")
 Noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute(At 10,39) - (11/04/2009)
(vai al post "Noi siamo testimoni")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Uscire per vedere e credere (30/03/2024)
  Il primo giorno della settimana (08/04/2023)
  Dove la nostra credibilità? (15/04/2022)
  L'amore ci fa vedere (03/04/2021)
  Il Signore Gesù ha vinto la morte (11/04/2020)
  La memoria delle Scritture (20/04/2019)
  Dalla risurrezione di Gesù è possible un nuovo inizio per ciascuno (30/03/2018)
  L'ultima parola della vita umana è soltanto e sempre l'amore (15/04/2017)
  L'amore che non può essere annullato dalla morte (26/03/2016)
  "Doveva" risolrgere (04/04/2015)
  La gioia piena che il Risorto ci dona (19/04/2014)
  È vivo, Lui la nostra speranza! (30/03/2013)
  È risorto! (07/04/2012)

Commenti alla Parola:
Anno A:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2026)
  di Antonio Savone (VP 4.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2020)
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 3.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

Anno B:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2024)
  di Antonio Savone (VP 4.2021)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2018)
  di Luigi Vari (VP 3.2015)
  di Marinella Perroni (VP 3.2012)
  di Claudio Arletti (VP 3.2009)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

Anno C:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2025)
  di Antonio Savone (VP 4.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2019)
  di Luigi Vari (VP 2.2016)
  di Marinella Perroni (VP 2.2013)
  di Claudio Arletti (VP 3.2010)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

mercoledì 1 aprile 2026

«Resta con noi»


Parola di Vita – Aprile 2026
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Resta con noi, perché si fa sera» (Lc 24,29).

La strada che va verso il villaggio di Emmaus ci racconta un cammino percorso da due discepoli di Gesù. Delusi dai sogni, dai progetti, dai momenti forti delle giornate che avevano trascorso con il Maestro, essi tornavano a casa per riprendere la vita che avevano lasciato, quella prima dell'incontro con lui. Erano trascorsi appena tre giorni dalla sua crocifissione, la delusione, la paura e i dubbi regnavano tra i suoi seguaci.
Si allontanavano da Gerusalemme, dal sogno irrealizzato, prendendo le distanze da Cristo e dal suo messaggio, "tristi" perché avevano in qualche modo già preso la decisione di abbandonare il progetto per il quale lo avevano seguito.
È la storia di tutti noi quando ci smarriamo davanti a situazioni che ci pongono di scegliere davanti ai tanti bivi e crediamo spesso che la soluzione di tornare indietro, di rinunciare, di rassegnarci sia l'unica risposta al nostro malessere.
«A chi di noi l'albergo di Emmaus non è familiare? Chi non ha camminato su questa strada una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noi… Non esisteva più nessun Gesù sulla terra» [1].

«Resta con noi, perché si fa sera».

Durante il cammino uno sconosciuto si unisce ai due mostrandosi ignaro delle vicende appena trascorse. Inizia a porre domande precise, che fanno venir fuori tutta l'amarezza e lo sconforto. Dapprima li ascolta e poi egli inizia a spiegare le Scritture: è tutto un dialogo, un incontro che lascia il segno, tanto è vero che, anche se ancora non hanno riconosciuto Gesù, lo pregano di fermarsi con loro perché si fa sera [2].
È questa forse una fra le preghiere più belle che troviamo nei Vangeli. È la prima preghiera che dai discepoli sale al Risorto ed è commovente questo invito che tutti possiamo rivolgergli perché Lui rimanga con noi e fra noi.
Gli occhi dei due discepoli si apriranno allo spezzar del pane e la gioia di averlo finalmente riconosciuto li spingerà a tornare a Gerusalemme per annunciare ai loro amici questa resurrezione avvenuta.

«Resta con noi, perché si fa sera».

«Forse niente spiega meglio l'esperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dall'inizio, di vivere con Gesù in mezzo a noi, quanto queste parole, - scrive Chiara Lubich. Gesù è sempre Gesù e anche se è solo spiritualmente presente, quando lo è, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua carità: la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si è conosciuto: "Resta con noi, Signore, perché si fa sera": senza di Te è notte nera (…)» [3].
La notte è simbolo delle tenebre, dell'incognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare perché non crediamo nella Sua presenza che continua ad accompagnarci, sempre.
La notte è quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro.
La notte è quella che vivono milioni di persone che non hanno più voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.
E noi, come possiamo renderci conto della presenza di Gesù, che non sempre si manifesta secondo le nostre attese? Come capire che lui cammina con noi e cerca di farci riconoscere i segni della sua presenza? E soprattutto come creare le condizioni perché egli si manifesti e rimanga con noi?
Sono domande alle quali forse non sappiamo sempre dare una risposta ma che ci sollecitano a non tralasciare la ricerca di Gesù, a concentrare il nostro sguardo verso un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere Colui che può farsi presente se si vive tra noi l'amore scambievole.
La strada di Emmaus è simbolo di tutte le nostre strade, è la strada dell'incontro con il Signore, è la strada che ci ridona la gioia del cuore, ci riporta verso la comunità per testimoniare insieme che Cristo è risorto.

A cura di Patrizia Mazzola
e del team della Parola di vita


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[1] François Mauriac, Vita di Gesù, Mondadori, Milano, 1950, p. 156.
[2] Cfr. Lc 24,17-29.
[3] Chiara Lubich, Scritti Spirituali/3, Città Nuova, Roma 1979, p. 67.

Fonte: https://www.focolaritalia.org
Illustrazione: Resta con noi, Shekinaheart, Eremo del cuore

sabato 28 marzo 2026

Alla sequela di Gesù


Domenica delle Palme e della Passione del Signore (A)
Isaia 50,4-7 • Salmo 21 • Filippesi 2,6-11 • Matteo 26,14 - 27,66
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Di fronte alla nascita e alla morte ci fermiamo a meditare sul mistero della nostra vita, trattenendo emozioni, paure e pregiudizi.
Nella narrazione evangelica, Gesù ci presenta il suo modo di concepire questi "avvenimenti" come punti iniziale e conclusivo del cammino di fiducia in Dio e donazione di sé agli altri: la vita, un percorso di ritorno alla fonte dell'Amore. L'apostolo Pietro ricorda Gesù come "Colui che è passato in mezzo a noi facendo il bene, perché Dio era con lui".
L'intera vita di Gesù, compresa la sua passione e morte in croce, è stata caratterizzata dalla fiducia piena nel Padre, e nel servizio ai fratelli. Su questa stessa strada, ogni discepolo del Signore, è invitato a camminare nella fede, nella speranza e nella carità.
Anche nella dolorosa passione e nella morte in croce, Cristo ha continuato ad amare, perdonare, pregare per i persecutori e i crocifissori. Niente e nessuno può fermare l'amore di Dio. Come anche nessuno deve sentirsi escluso dall'amore e dal perdono di Cristo, manifestazione umana dell'amore gratuito e misericordioso del Padre: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". "Oggi sarai con me in paradiso".
Queste parole e questi gesti sono i connotati esistenziali indispensabili di coloro che si mettono alla sequela di Gesù di Nazareth. Come sono la raffigurazione visiva delle parole testamentarie di Gesù, il Cristo, nostro Maestro e Guida nel cammino verso la pienezza della nostra umanità, che accoglie la divinità dei figli di Dio.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 27,54)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Davvero costui era Figlio di Dio (Mt 27,54) - (02/04/2023)
(vai al testo…)
 Davvero costui era Figlio di Dio (Mt 27,54) - (05/04/2020)
(vai al testo…)
 Sei tu il re dei Giudei? (Mt 27,11) - (09/04/2017)
(vai al testo…)
 Padre, si compia la tua volontà (Mt 26,42) - (13/04/2014)
(vai al testo…)
 Obbediente fino alla morte e a una morte di croce (Fil 2,8) - (17/04/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  In Gesù il senso del nostro vivere (31/03/2023)
  Per dirgli il nostro grazie (03/04/2020)
  Morire d'amore è cosa da Dio (07/04/2017)
  Vegliare e soffrire con Lui (11/04/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 4.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2020)
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 3.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

sabato 21 marzo 2026

Pienezza di vita in Dio


5a domenica di Quaresima (A)
Ezechiele 37,12-14 • Salmo 129 • Romani 8,8-11 • Giovanni 11 ,1-45
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

I vangeli di queste domeniche ci presentano gli ultimi "segni" operati da Gesù, che aprono alla conoscenza di Cristo, Messia inviato da Dio. Egli è "acqua" che disseta, "luce" che apre gli occhi della fede, "vita" che vince la morte.
Questi segni sono accompagnati da una solenne proclamazione: chi beve dell'acqua che Cristo dona, non avrà più sete; chi accoglie questa illuminazione, avrà la luce che dà vita; chi crede nel Cristo e lo accoglie nella sua vita con la sequela, ha vita "eterna", la vita stessa di Dio.
Nel segno della risurrezione di Lazzaro abbiamo un accostamento nuovo alla morte, passaggio alla vita piena in Dio. La morte viene vista come "sonno" dal quale si viene svegliati: "svegliati tu che dormi, risorgi, e Cristo ti illuminerà".
Notiamo in particolare il cammino che Cristo indica a Marta per giungere alla fede nella resurrezione.
Gesù piange davanti alla tomba dell'amico Lazzaro, e poi, nella preghiera al Padre ringrazia per il segno della vita che sta per donare ai suoi.
Il brano evangelico ruota attorno alle parole di Gesù: "Io sono la resurrezione e la vita, chiunque crede in me non morirà in eterno".
L'amore donato totalmente non è sprecato, ma caparra e inizio di vita nuova e piena in Dio. È Dio stesso che ci chiama a partecipare in pienezza alla sua vita che è amore gratuito, totale e misericordioso.
Abbandoniamoci con piena fiducia nelle braccia del Padre! L'amore è più forte della morte, della violenza e del male. Attraversiamo anche noi con Cristo la morte, e viviamo in Dio.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà (Gv 11,25)
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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo (Gv 11,27) - (26/03/2023)
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 Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (29/03/2020)
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 Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (02/04/2017)
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 Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (06/04/2014)
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 Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) - (10/04/2011)
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Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Vivere in Dio la pienezza della vita (24/03/2023)
  La nostra vita nella sua (27/03/2020)
  Riconsegnato alla vita dall'amore, dalle lacrime di Dio (31/03/2017)
  Colui che possiede la pienezza della Vita (04/04/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 3.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi

Illustrazione: Risurrezione di Lazzaro, di Bernadette Lopez

sabato 14 marzo 2026

Vedere è accogliere le meraviglie di Dio


4a domenica di Quaresima (A)
1 Samuele 16,1b.4.6-7.10-13 • Salmo 22 • Efesini 5,8-14 • Giovanni 9,1-41
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Appunti per l'omelia

Quando un povero diventa oggetto dei nostri dibattiti socio-religiosi, noi cerchiamo sempre il "colpevole" della situazione, senza sporcarvi le mani, appagati dalle nostre osservazioni e disquisizioni.
Quanto diverso è l'atteggiamento di Gesù che presenta il povero come Colui nel quale si può manifestare l'amore di Dio. Per questo egli, dopo avergli spalmato del fango sugli occhi, lo invita a lavarsi alla piscina di Siloe. Il gesto e le parole di Gesù ridonano al cieco la sua soggettività. Gesù gli chiede di essere protagonista e di accogliere il dono di Dio, la vista.
I severi custodi del sabato, i falsi religiosi, di fronte alla nuova situazione non sanno gioire e lodare Dio, ma inveiscono contro Colui che era stato cieco dalla nascita, e lo cacciano via dalla Sinagoga. Ad essi non interessa in primo luogo la vita di quell'uomo, ma la difesa di tradizioni e precetti: sono chiusi all'azione dello Spirito.
Il brano evangelico si conclude con l'incontro di Gesù con Colui che era stato cieco. Un incontro che inizia con il "vedere" con gli occhi, prosegue con una precisa richiesta, e termina con la professione di fede in Gesù, Figlio dell'uomo, inviato da Dio.
"Vedere" significa "accogliere" con gioia Colui che ci fa vedere le "opere" meravigliose che il Padre opera per i suoi figli.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo (Gv 9,5)
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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Credo, Signore! (Gv 9,8) - (19/03/2023)
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 Sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (22/03/2020)
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 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (26/03/2017)
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 Io sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (30/03/2014)
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 Io sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (03/02/2011)
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Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Vedere alla maniera di Cristo (17/03/2023)
  La luce che dà senso alla vita (20/03/2020)
  Noi siamo fatti per la luce! (24/03/2017)
  L'incontro che "illumina" l'esistenza (28/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: "Guarigione del cieco nato", G. Trevisan, La Domenica 15 marzo 2026)


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