4a domenica del Tempo ordinario (A)
Sofonia 2,3;3,12-13 • Salmo 145 • 1 Corinzi 1,26-31 • Matteo 5,1-12a
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Appunti per l'omelia
Il fatto che queste proposte siano controcorrente ci fanno capire che è possibile anche oggi in questo tempo in cui siamo tentati di pensare che la felicità sia una chimera, una illusione: troppe guerre, troppi dolori, troppa violenza, troppa ingiustizia…
Invece la felicità, insiste Gesù, è possibile e nasce dagli atteggiamenti contrari a quelli che il mondo ritiene essere il frutto della felicità.
La prospettiva è capovolta. Lo stesso Paolo lo afferma categoricamente: Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo! Quello che per il mondo è stolto, è scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per confondere i forti; quello che è disprezzato, nulla, per ridurre al nulla le cose che sono… perché nessuno possa vantarsi davanti a Dio (cf. 1Cor 1,26-31; II lettura).
Così per Gesù i poveri in spirito sono quelli che si affidano a Lui, che non pretendono di fare da soli; quelli che sono nel pianto sono quanti sanno mettersi dalla parte dei più deboli; i miti sono forti, non per la violenza, ma per la fermezza e la determinazione; i misericordiosi quelli che non cedono al rancore nel desiderio di vendetta…; gli operatori di pace, coloro che non cedono alla disperazione, che della pace non fanno una ideologia e non pensano che sia solo assenza di armi che sparano. La pace è incontro, dialogo, rispetto, riconciliazione, perdono.
Questo modo di vivere ci mette nella condizione di essere perseguitati. I perseguitati, dice Gesù, possono essere felici perché imparano ad essere dalla parte del giusto, perché costruiscono giustizia, perché sentono che la loro vita è radicata in qualcosa di duraturo e vero, e non nella falsità o nell'effimero. Così quelli che sono insultati, perché si sono messi dalla parte di Gesù, cioè degli ultimi, degli emarginati.
Allora si sperimenta una vita che si riempie perché ci sono gli altri, e con gli altri l'Altro, Gesù,. che con quelli si è fatto piccolo, uomo, povero, per esserci vicino.
Questa è la via della felicità, della beatitudine.
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Vedi anche:
Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9)
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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
• Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Mt 5,12) - (29/01/2023)
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• Beati i miti, perché avranno in eredità la terra (Mt 5,5) - (29/01/2017)
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• Beati gli operatori di pace (Mt 5,9) - (30/01/2011)
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Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
La vita nella beatitudine di Dio (27/01/2023)
Felicità è uno dei nomi di Dio (27/01/2017)
Commenti alla Parola:
• di Goffredo Boselli (VP 1.2026)
• di Antonio Savone (VP 1.2023)
• di Cettina Militello (VP 11.2016)
• di Marinella Perroni (VP 1.2011)
• di Enzo Bianchi
(Illustrazione: "Il discorso della montagna", G. Trevisan, La Domenica 1° febbraio 2026)