6a domenica del Tempo ordinario (A)
Siracide 15,15-20 • Salmo 118 • 1 Corinzi 2,6-10 • Matteo 5,17-37
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Appunti per l'omelia
È lo stesso Dio che l'ha promulgata sul monte per mezzo di Mosè. Ed è lo stesso Dio che per mezzo del Figlio Gesù porta a compimento quanto sta a cuore al Padre che è nei cieli.
Il desiderio di ogni credente è quello di piacere a Dio adempiendo ad ogni suo volere. Tuttavia, lo sappiamo bene, è sempre presente la tentazione di sentirsi a posto con la propria coscienza e con Dio nell'adempimento, anche scrupoloso, della "legge", senza che l'impulso del "cuore" dia sapore, spessore e gioia all'adempimento della volontà di Dio.
Gesù ci ricorda che la nostra giustizia, il nostro rapporto con Dio e con il prossimo, deve superare quella dei farisei; deve "traboccare" dal nostro cuore; e quindi amata. Sì, perché pieno adempimento della legge è l'amore (cf. Rm 13,10).
Non si può pretendere di amare sinceramente Dio se il nostro rapporto col fratello non è in armonia: amare il prossimo è amare Dio, è la base per stabilire un rapporto filiale col Padre.
Allora tutto va rivisto sotto l'occhio dell'amore verso sé stessi e verso gli altri. È la priorità della vita che deve prevalere: ogni insulto, ogni torto toglie vita ancor prima che venga tolta eventualmente anche fisicamente. Occorre sempre riconciliarci col fratello perché ogni persona è altare di Dio. Così, ogni infedeltà, prima di essere consumata fisicamente, ha la radice nel proprio cuore.
È nel cuore che albergano i sentimenti di generosità e di amore, ma è nello stesso cuore che alberano odio, indifferenza, tradimenti.
Alla pienezza della vita si arriva togliendo ciò che c'è di intralcio, di inciampo. Solo così si cammina sicuri e gioiosi, non certo affaticati da rovi o da erbacce che intralciano il sentiero della nostra vita.
In tutto questo nostro "andare" occorre essere leggeri. Soprattutto non appesantiti da ragionamenti e pensieri che spesso usiamo per giustificarci. Ma il nostro parlare sia "sì sì, no no", perché nell'integrità o nell'ambiguità del nostro parlare si gioca quella giustizia superiore che Gesù chiede ad ogni suo discepolo.
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Vedi anche:
Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Sia invece il vostro parlare "sì,sì" "no,no"; il di più viene dal Maligno (Mt 5,37)
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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
• Sia invece il vostro parlare "sì,sì" "no,no"; il di più viene dal Maligno (Mt 5,37) - (12/02/2023)
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• Va' prima a riconciliarti (Mt 5,24) - (16/02/2020)
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• Fu detto agli antichi... ma io vi dico... (Mt 5,21) - (12/02/2017)
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• Sia il vostro parlare "Sì,sì", "No, no" (Mt 5,37) - (16/02/2014)
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• Sia il vostro parlare: "Sì,sì", "No, no" (Mt 5,37) - (13/02/2011)
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Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Il senso vero del nostro agire (10/02/2023)
La "nuova" legge (14/02/2020)
Andare al cuore della legge per far fiorire la persona (10/02/2017)
La giustizia che ha la sua radice in Dio (14/02/2014)
Commenti alla Parola:
• di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
• di Antonio Savone (VP 2.2023)
• di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2020)
• di Cettina Militello (VP 1.2017)
• di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
• di Marinella Perroni (VP 1.2011)
• di Enzo Bianchi
• di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
• di Letture Patristiche della Domenica
(Illustrazione: Gesù, compimento della Legge, G. Trevisan, La Domenica 15 febbraio 2026)