Pasqua di Risurrezione
Atti 10,34a.37-43 • Sal 117 • Colossesi 3,1-4 [1Corinzi 5,6-8] • Giovanni 20,1-9
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Appunti per l'omelia
La tomba esercita un forte richiamo sul cuore delle donne e di chiunque abbia perso una persona amata. Le donne vanno a "vedere la tomba". Non possono fare altro se non stare lì, dato che la pietra, con il sigillo, loro non la possono rotolare.
La tomba è il pellegrinaggio inevitabile per ognuno; tutto ruota attorno ad essa: il timore di perdere la vita, di perdere coloro che amiamo, e il dolore per chi non c'è più. Chi può cambiare le cose? Solo un terremoto e l'apparizione di angeli che distolgano il nostro sguardo dalla tomba.
Ecco il paradosso: Colui che era morto vive e coloro che, vivi, facevano la guardia al morto cadono come morti!
Ed è l'angelo a tranquillizzare le donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto…" E sarà Lui il Risorto ad invitarle ad annunciare ai "suoi" fratelli che li precede in Galilea (cf. Mt 28,5-10).
È ancora buio quando avvengono questi incontri. Tuttavia sta venendo l'alba. Un'alba nuova che annuncia il conflitto fra la luce e le tenebre. Ma le tenebre non hanno il sopravvento. Ora che la pietra è stata rotolata per Maria di Magdala non resta altro, dopo aver constatato il sepolcro vuoto, pensare che qualcuno abbia trafugato il corpo di Gesù. Ma, dopo l'annuncio ai discepoli della scoperta del sepolcro vuoto, Pietro e Giovanni vi si recano correndo. E scoprono quanto detto loro dalle donne. Un pensiero sicuramente li interpella: improbabile che un ladro si sia dato la briga di togliere le bende al morto, e deporle in disparte piegate, prima di trafugare il corpo.
Allora possiamo comprendere che Colui che era stato posto nel sepolcro abbia abitato il luogo della propria sepoltura come un luogo di vita.
Così davanti al sepolcro vuoto si spalanca l'abisso del mistero della fede. Il discepolo amato si sporge all'entrata della tomba: "vide e credette". Non si può comprendere il mistero senza affacciarsi sul ciglio della morte. "Credette". L'evangelista non aggiunge altro. Credere alla risurrezione di Gesù è l'atto di fede per eccellenza.
Le vicende della storia, con le tenebre che l'avvolgono in uno scenario di morte continua che ci minaccia quotidianamente, potrebbe suggerisci il contrario.
Eppure, sì, il Signore è risorto davvero!
Solo Lui può donarci quella pace che il mondo non sa e non può dare.
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Vedi anche:
Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Allora entrò anche l'altro discepolo … e vide e credette (Gv 20,8)
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