Home

           Chi sono

           Per Oggi (vai al commento)
          

           Parola che si fa vita

           Omelie

           Sito personale di testi
           e documenti


           Etichette Argomenti

           Archivio del Blog




Questo Blog è la nuova versione di
essere sempre famiglia
(clicca qui per entrare)

Archivio blog

lunedì 9 marzo 2026

Ascoltare e digiunare insieme [1]



"Ascoltare e digiunare – La Quaresima come tempo di conversione" è il titolo del Messaggio di papa Leone per questa Quaresima. E in questo cammino quaresimale mi faccio accompagnare dal suo messaggio.
Il papa ci invita ad accogliere questo tempo di grazia per mettere "Dio al centro della nostra vita". Sì, Dio al primo posto è non solo l'impegno per un cammino spirituale, ma è il centro, il cuore, del nostro essere figli, creature amate fino all'inverosimile da un Padre che per mezzo del Figlio ci abbraccia e ci dona il bacio dello Spirito. Fa di noi, con Lui, una sola famiglia.
Questo periodo speciale è l'occasione per ritrovare "slancio", affinché il "cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno".
Nel nostro vivere quotidiano, infatti, le preoccupazioni e la tentazione di evadere in cerca di soddisfazioni e sollievi momentanei, ci distolgono dall'unica cosa necessaria, il rapporto con Dio, la nostra unione con Lui.
Un rapporto che ha la sua radice nell'ascolto della sua Parola: "Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di Spirito".
La Parola. È il Figlio, Lui Gesù, Parola viva del Padre.
Lasciarmi raggiungere dalla Parola è lasciarmi toccare, lasciare che Gesù si accosti nel mio andare e io possa percorrere la strada della vita con Lui, senza resistenze.
"Ritornare a me con tutto il cuore!".

(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)

sabato 7 marzo 2026

Un Dio assetato di noi


3a domenica di Quaresima (A)
Esodo 17,3-7 • Salmo 94 • Romani 5,1-2.5-8 • Giovanni 4,5-42
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Gesù ci invita a scoprire in noi stessi, mediante la fede in lui, la sorgente dell'acqua che disseta, senza perdere tempo a disquisire su monti, templi, luoghi dove praticare il culto. È Dio assetato di noi, che cerca e rilancia la nostra ricerca di assoluto, dell'acqua che disseta e ci serve per vivere pienamente la nostra umanità. Ognuno di noi può essere, monte, tempio, e adorare Dio in spirito e verità, e offrire a Dio il culto della propria vita.
Gesù abbatte muri e disinnesca conflitti personali, religiosi, sociali. Attraversa la Samaria, nonostante l'inimicizia fra Giudei e Samaritani. Viola la irriducibile consuetudine che vietava agli uomini di rivolgere la Parola alle donne. Si rivolge alla donna samaritana come un mendicante di acqua. Porta la donna al riconoscimento della propria dignità di persona, nonostante una discutibile condotta morale. Le restituisce piena titolarità di Parola, escludendo un linguaggio giudicante che la metterebbe a disagio.
Quando Dio incontra qualcuno di noi nella verità e nell'amore, ci invita a intraprendere un cammino che porta alla Verità e alla responsabilità. Ci fa passare dalla semplice e fredda osservanza di norme e precetti, alla consapevolezza di essere figli amati, in grado di accogliere l'amore e di donarlo gratuitamente e di cuore agli altri.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

-------------
Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Signore - gli dice la donna - dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete (Gv 4,15)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità (Gv 4,24) - (12/03/2023)
(vai al testo…)
 Se tu conoscessi il dono di Dio... (Gv 4,10) - (15/03/2020)
(vai al testo…)
 Se tu conoscessi il dono di Dio... (Gv 4,10) - (19/03/2017)
(vai al testo…)
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (23/03/2014)
(vai al testo…)
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (27/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Acqua che dà vita (10/03/2023)
  Il cammino della fede (13/03/2020)
  Come Gesù, diventare sorgente e diffondere speranza (17/03/2017)
  Il dono di Dio, acqua viva che zampilla per la Vita (21/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 2.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La samaritana al pozzo", G. Trevisan, La Domenica 8 marzo 2026)

domenica 1 marzo 2026

«Alzatevi e non temete»


Parola di Vita – Marzo 2026
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Alzatevi e non temete» (Mt 17,7).

Saliti su un alto monte con Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni vedono la gloria del Maestro e odono la voce del Padre che lo riconosce come Figlio.
Un'esperienza straordinaria, a tu per tu con Dio, che permette alla sua creatura di conoscerlo nel suo splendore. Dal timore sono caduti a terra, ma Gesù li tocca e parla loro:

«Alzatevi e non temete».

Il verbo "alzarsi" è lo stesso con cui il Vangelo spesso esprime la Resurrezione, così come "non temete" sono le prime parole che il Risorto, dopo un saluto, rivolge alle donne presso il sepolcro vuoto [1]. Le parole di Gesù, forti e chiare, sono dunque un deciso invito ad una vita nuova, possibile ai discepoli per il tocco della sua mano.
Anche noi a volte siamo frenati dalle nostre paure, appesantiti dalle prove della vita, dalle situazioni senza sbocco. Non possiamo contare solo sulle nostre forze per ritrovare lo slancio della testimonianza, ma piuttosto sulla grazia di Dio che sempre ci precede.
«Chi non passa attraverso la prova? Essa assume i volti del fallimento, della povertà, della depressione, del dubbio, della tentazione […] Fa paura anche la società materialista e individualista che ci circonda, con le guerre, le violenze, le ingiustizie… Davanti a queste situazioni può insinuarsi anche il dubbio: l'amore di Dio dov'è finito? […] Gesù è entrato veramente in ogni dolore, ha preso su di sé ogni nostra prova […] Lui è l'Amore ed è dell'amore cacciare ogni timore. Ogni volta che ci assale una paura, che siamo soffocati da un dolore, possiamo riconoscere la realtà vera che vi è nascosta: è Gesù che si fa presente […] lasciamolo entrare nella nostra vita. E poi continuiamo a vivere quanto Dio vuole da noi, buttandoci ad amare il prossimo. Scopriremo che Gesù è sempre Amore. Potremo così dirgli, come i discepoli: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!"» (Mt 14,33)  [2].

«Alzatevi e non temete».

Chi ha fatto l'esperienza di incontrare Dio nella vita è stato affascinato dalla sua presenza, toccato e guarito dalla sua Parola. Spesso la testimonianza di una comunità cristiana accompagna in questa divina avventura e dà il coraggio di alzarsi, di uscire da sé stessi, per riprendere il cammino con Gesù e con i fratelli.
Raccogliamo la testimonianza di una giovane siriana: «Alla fine dello scorso anno il mio Paese ha vissuto unmomento molto difficile, la mia città è stata colpita da un'ondata di caos e paura. Ero profondamente preoccupata per la mia famiglia, i miei amici e per me stessa. In mezzo a tanta incertezza cercavo di rimanere salda nella speranza in Dio, provando a restare forte nonostante tutto. Prima di questi eventi, con i giovani con cui mi impegno a vivere il Vangelo avevamo pianificato alcuni progetti di sostegno a famiglie bisognose attraverso pacchi alimentari e altre iniziative. Ma la situazione ci ha costretti a sospendere temporaneamente ogni attività. Dopo alcuni giorni siamo riusciti a riunirci; in quell'incontro abbiamo trovato forza e coraggio gli uni negli altri. Abbiamo deciso di non lasciarci sopraffare dalla paura, ma di mettere la nostra fiducia in Gesù e continuare il cammino che avevamo iniziato. Con fede condivisa, siamo riusciti ad aiutare più di 40 famiglie che avevano realmente bisogno di sostegno. In mezzo a quelle difficoltà, abbiamo sentito che, grazie all'amore di Dio e alla nostra unità, potevamo davvero fare la differenza».

«Alzatevi e non temete».

Dopo essere saliti con Gesù sul monte per incontrare Dio e ascoltare la sua voce, con lui possiamo anche scendere, per «[…] ritornare nella pianura, dove incontriamo tanti fratelli appesantiti da fatiche, malattie, ingiustizie, ignoranze, povertà materiale e spirituale» [3].
Anche come comunità cristiana possiamo soffrire e restare smarriti, ma questa Parola ci spinge a metterci in movimento insieme, per portare a tutti «i frutti dell'esperienza che abbiamo fatto con Dio, condividendo la grazia ricevuta» [4].

A cura di Letizia Magri
e del team della Parola di vita


----------
[1] Mt 28,10; cf, 28,5.
[2] C. Lubich, Parola di Vita agosto 2002, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova,Roma, 2017, pp. 664-665.
[3] Cfr. Papa Francesco, Angelus 16 marzo 2014.
[4] Ibidem.

Fonte: https://www.focolaritalia.org
Illustrazione: "Alzatevi, non temete", di Bernadette Lopez


sabato 28 febbraio 2026

Il volto vero del Padre


2a domenica di Quaresima (A)
Genesi 12,1-4a • Salmo 32 • 2 Timoteo 1,8b-10 • Matteo 17,1-9
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Non c'è tenda che possa contenere lo splendore e la maestà di Dio, che si manifesta in Gesù nella condivisione quotidiana della vita. Egli, l'Emmanuele, il Dio con noi, si fa nostro compagno di strada.
Gesù di Nazareth, che vedremo "sfigurato" nei giorni della passione, oggi appare "trasfigurato" sul monte Tabor, perché si nostri occhi appaia la grandezza del mistero della vita divina di Colui che ha assunto pienamente la nostra natura umana.
Noi abbiamo molta difficoltà ad entrare nella "nube", nel mistero del dono totale della vita del Cristo: la "nube" avvolge i discepoli, e la "voce" dichiara il Cristo Figlio amato, nel quale il Padre manifesta pienamente che è Amore immenso e misericordioso.
Lungo la sua vita, Gesù ha "trasfigurato" i suoi gesti, le sue parole, il suo stile di vita, il Dio ereditato dal culto, dalla Legge, dalla Tradizione, dal Potere, dai rituali di purificazione. Così ha mostrato ai Discepoli, ai poveri, agli ultimi il vero "Volto" del Padre, che rivela la sua potenza nell'amore, nella vicinanza, nella ricerca della pecora smarrita, nell'attesa del figlio che era andato via da casa. Gesù infatti invita a cercare Dio in ciò che è inatteso, indescrivibile.
Oggi possiamo annunciare che anche la nostra vita può essere "trasfigurata" e manifestare la luce e la forza di Dio per una progressiva "trasfigurazione" che passa attraverso le tribolazioni e giunge alla pienezza dell'amore sulle orme di Cristo, nostro fratello e maestro.
Per questo Gesù ci invita a "non temere", e a nutrire la salda speranza del Regno di Dio, sempre in cammino, vicino ai Poveri e agli Ultimi: "Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli".
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

-------------
Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Signore, è bello per noi essere qui (Mt 17,4)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Signore è bello per noi essere qui (Mt 17,4) - (05/03/2023)
(vai al testo…)
 Il suo volto brillò come il sole (Mt 17,2) - (08/03/2020)
(vai al testo…)
 Gesù fu trasfigurato davanti a loro (Mt 17,2) - (12/03/2017)
(vai al testo…)
 Signore, è bello per noi essere qui! (Mt 17,4) - (16/03/2014)
(vai al testo…)
 Signore, è bello per noi essere qui! (Mt 17,4) - (20/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Ascoltare: fidarsi e affidarsi (03/03/2023)
  La fede, un cammino che viene dall'ascolto non dalla visione (06/03/2020)
  Un Dio che in Gesù fa risplendere tutta la nostra vita (10/03/2017)
  La Parola che ci trasfigura (14/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 2.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La trasfigurazione", G. Trevisan, La Domenica 1 marzo 2026)

venerdì 20 febbraio 2026

Vivere da Figlio amato


1a domenica di Quaresima (A)
Genesi 2,7-9;3,1-7 • Salmo 50 • Romani 5,12-19 • Matteo 4,1-11
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Nel leggere il brano evangelico, abbandoniamo l'idea che noi siamo bravi e buoni, e che qualcuno ci tenta. La tentazione non è una "cosa", anche se si materializzano fatti e atteggiamenti. È invece il momento della "verifica" della nostra piena fiducia in Dio e nella sua Parola. Il momento del nostro "si" all'amore che Dio ha per noi. Il credente infatti sa bene che Dio non tenta nessuno, e che le vicende della vita chiedono una "conferma" delle nostre scelte di fede e di vita.
Adorare, etimologicamente, significa portare alla bocca, baciare. Siamo chiamati a dare il nostro bacio amoroso a Colui che ci ama da sempre, e ci invita a vivere in pienezza e con responsabilità la nostra vita.
"Sta scritto!" Per tre volte Gesù afferma che la nostra fede si fonda sulla Parola di Dio.
Le scene descritte presentano in positivo la risposta di Cristo e di coloro che lo seguono mettendo Dio al primo posto, fidandosi del Padre di fronte al potere, al denaro, ai bisogni quotidiani.
L'essere figli di Dio non si manifesta nel potere magico sulle cose, le pietre che diventano pane. Gesù non ci presenta un Dio che abita nell'altezza dei templi, gestiti dagli intermediari del culto. Il Dio che Gesù chiama Padre non domina sui regni della terra, spesso segnati dal sangue dei poveri e degli ultimi.
Dio non ha niente a che fare con i ragionamenti magici, le altezze del culto, i vertici del potere.
Dio, in Cristo, condivide la nostra umanità, e indica, nel servizio e nel dono della vita, il suo "accompagnamento" ad ogni uomo perché viva da "Figlio" amato del Padre.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

-------------
Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4,14)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto (Mt 4,1) - (26/02/2023)
(vai al testo…)
 Sta scritto: non di solo pane vivrà l'uomo (Mt 4,4) - (01/03/2020)
(vai al testo…)
 Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato (Mt 4,1) - (05/03/2017)
(vai al testo…)
 Non di solo pane vivrà l'uomo (Mt 4,4) - (09/03/2014)
(vai al testo…)
 Non di solo pane vivrà l'uomo (Mt 4,4) - (13/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Rigenerati dalla forza della Parola (24/02/2023)
  La fonte della felicità (28/02/2020)
  Tentati, come Cristo; ma pronti a servire come angeli (03/03/2017)
  Il riscatto dalla nostra fragilità (07/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
  di Antonio Savone (VP 2.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 2.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La tentazioni", G. Trevisan, La Domenica 21 febbraio 2026)

venerdì 13 febbraio 2026

Il cuore della Legge


6a domenica del Tempo ordinario (A)
Siracide 15,15-20 • Salmo 118 • 1 Corinzi 2,6-10 • Matteo 5,17-37
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Il discorso di Gesù sul monte delle beatitudini continua con una applicazione pratica e sempre più puntuale per la nostra vita. Cioè entrare nel cuore, nello spirito di ogni norma, della Legge.
È lo stesso Dio che l'ha promulgata sul monte per mezzo di Mosè. Ed è lo stesso Dio che per mezzo del Figlio Gesù porta a compimento quanto sta a cuore al Padre che è nei cieli.
Il desiderio di ogni credente è quello di piacere a Dio adempiendo ad ogni suo volere. Tuttavia, lo sappiamo bene, è sempre presente la tentazione di sentirsi a posto con la propria coscienza e con Dio nell'adempimento, anche scrupoloso, della "legge", senza che l'impulso del "cuore" dia sapore, spessore e gioia all'adempimento della volontà di Dio.
Gesù ci ricorda che la nostra giustizia, il nostro rapporto con Dio e con il prossimo, deve superare quella dei farisei; deve "traboccare" dal nostro cuore; e quindi amata. Sì, perché pieno adempimento della legge è l'amore (cf. Rm 13,10).
Non si può pretendere di amare sinceramente Dio se il nostro rapporto col fratello non è in armonia: amare il prossimo è amare Dio, è la base per stabilire un rapporto filiale col Padre.
Allora tutto va rivisto sotto l'occhio dell'amore verso sé stessi e verso gli altri. È la priorità della vita che deve prevalere: ogni insulto, ogni torto toglie vita ancor prima che venga tolta eventualmente anche fisicamente. Occorre sempre riconciliarci col fratello perché ogni persona è altare di Dio. Così, ogni infedeltà, prima di essere consumata fisicamente, ha la radice nel proprio cuore.
È nel cuore che albergano i sentimenti di generosità e di amore, ma è nello stesso cuore che alberano odio, indifferenza, tradimenti.
Alla pienezza della vita si arriva togliendo ciò che c'è di intralcio, di inciampo. Solo così si cammina sicuri e gioiosi, non certo affaticati da rovi o da erbacce che intralciano il sentiero della nostra vita.
In tutto questo nostro "andare" occorre essere leggeri. Soprattutto non appesantiti da ragionamenti e pensieri che spesso usiamo per giustificarci. Ma il nostro parlare sia "sì sì, no no", perché nell'integrità o nell'ambiguità del nostro parlare si gioca quella giustizia superiore che Gesù chiede ad ogni suo discepolo.

-------------
Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Sia invece il vostro parlare "sì,sì" "no,no"; il di più viene dal Maligno (Mt 5,37)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Sia invece il vostro parlare "sì,sì" "no,no"; il di più viene dal Maligno (Mt 5,37) - (12/02/2023)
(vai al testo…)
 Va' prima a riconciliarti (Mt 5,24) - (16/02/2020)
(vai al testo…)
 Fu detto agli antichi... ma io vi dico... (Mt 5,21) - (12/02/2017)
(vai al testo…)
 Sia il vostro parlare "Sì,sì", "No, no" (Mt 5,37) - (16/02/2014)
(vai al testo…)
 Sia il vostro parlare: "Sì,sì", "No, no" (Mt 5,37) - (13/02/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Il senso vero del nostro agire (10/02/2023)
La "nuova" legge (14/02/2020)
Andare al cuore della legge per far fiorire la persona (10/02/2017)
La giustizia che ha la sua radice in Dio (14/02/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
  di Antonio Savone (VP 2.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2020)
  di Cettina Militello (VP 1.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: Gesù, compimento della Legge, G. Trevisan, La Domenica 15 febbraio 2026)

venerdì 6 febbraio 2026

Essere sale, essere luce


5a domenica del Tempo ordinario (A)
Isaia 58,7-10 • Salmo 111 • 1 Corinzi 2,1-5 • Matteo 5,13-16
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Essere sale, essere luce: questa l'identità del cristiano.
Essere "sale delle terra" significa che la testimonianza dei discepoli di Gesù è una questione non indifferente: dare sapore al mondo. Diversamente non serve!
Alle volte pensiamo che il bene compiuto da chiunque abbia lo stesso valore di una testimoniata cristiana. La vita di un credente non è solo questione di "opere buone", ma di opere che rimandino a Dio e possano così dargli gloria. In questo sta la peculiarità del cristiano: è il figlio che può parlare di suo padre in maniera significativa, non una persona qualsiasi.
Stando così le cose, solo un discepolo di Cristo può far presente al mondo il volto del Padre. Il sale, allora, dà sapore. Ma il sale è anche un elemento che preserva dalla corruzione.
Fuor di metafora, la terra senza la testimonianza cristiana rischia di perdersi e di distruggersi. Si perde Dio e si diventa dio di sé stessi, autodistruggendosi.
Ai cristiani è legato il destino del mondo, per il messaggio e lo stile di vita assunto dal Cristo. È essere presenza di Lui nel mondo, oggi.
Inoltre, alla comunità cristiana è attribuito lo stesso titolo che Gesù ha attribuito a sé: essere luce. Una luce che illumina, non che è nascosta. Tutti debbono avere la possibilità di vedere la "città posta sul monte".
È una responsabilità grande che ci interpella profondamente. Tuttavia occorre essere coscienti che la nostra presenza nel mondo non si fonda su una parola o una sapienza mondana, ma sulla "manifestazione dello Spirito e della sua potenza: ci presentiamo infatti nell'unico sapere che ci viene da Cristo e Cristo crocifisso (cf. 1Cor 2,1-5; II lettura).
La nostra carità verso gli ultimi e gli oppressi, verso chi à afflitto, sarà luce che "sorgerà come l'aurora", un rimedio che farà rimarginare presto ogni ferita (cf. Is 58,7-10; I lettura).
A questo punto si può comprendere come la credibilità di Dio sia affidata alla credibilità dei suoi seguaci, cioè alla nostra credibilità.

-------------
Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Voi siete la luce del mondo… (Mt 5,13.14)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2023)
(vai al testo…)
 Voi siete la luce del mondo (Mt 5,14) - (09/02/2020)
(vai al testo…)
 Voi siete il sale della terra... e la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2017)
(vai al testo…)
 Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (09/02/2014)
(vai al testo…)
  Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (06/02/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Agire alla maniera di Dio (03/02/2023)
Donare sapore e luce alla storia umana (07/02/2020)
Essere sempre nell'amore: …e siamo sale e luce (03/02/2017)
Il nostro vero essere per gli altri (07/02/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
  di Antonio Savone (VP 2.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2020)
  di Cettina Militello (VP 1.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La città posta sul monte", G. Trevisan, La Domenica 8 febbraio 2026)

Visitati di recente