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venerdì 6 febbraio 2026

Essere sale, essere luce


5a domenica del Tempo ordinario (A)
Isaia 58,7-10 • Salmo 111 • 1 Corinzi 2,1-5 • Matteo 5,13-16
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Essere sale, essere luce: questa l'identità del cristiano.
Essere "sale delle terra" significa che la testimonianza dei discepoli di Gesù è una questione non indifferente: dare sapore al mondo. Diversamente non serve!
Alle volte pensiamo che il bene compiuto da chiunque abbia lo stesso valore di una testimoniata cristiana. La vita di un credente non è solo questione di "opere buone", ma di opere che rimandino a Dio e possano così dargli gloria. In questo sta la peculiarità del cristiano: è il figlio che può parlare di suo padre in maniera significativa, non una persona qualsiasi.
Stando così le cose, solo un discepolo di Cristo può far presente al mondo il volto del Padre. Il sale, allora, dà sapore. Ma il sale è anche un elemento che preserva dalla corruzione.
Fuor di metafora, la terra senza la testimonianza cristiana rischia di perdersi e di distruggersi. Si perde Dio e si diventa dio di sé stessi, autodistruggendosi.
Ai cristiani è legato il destino del mondo, per il messaggio e lo stile di vita assunto dal Cristo. È essere presenza di Lui nel mondo, oggi.
Inoltre, alla comunità cristiana è attribuito lo stesso titolo che Gesù ha attribuito a sé: essere luce. Una luce che illumina, non che è nascosta. Tutti debbono avere la possibilità di vedere la "città posta sul monte".
È una responsabilità grande che ci interpella profondamente. Tuttavia occorre essere coscienti che la nostra presenza nel mondo non si fonda su una parola o una sapienza mondana, ma sulla "manifestazione dello Spirito e della sua potenza: ci presentiamo infatti nell'unico sapere che ci viene da Cristo e Cristo crocifisso (cf. 1Cor 2,1-5; II lettura).
La nostra carità verso gli ultimi e gli oppressi, verso chi à afflitto, sarà luce che "sorgerà come l'aurora", un rimedio che farà rimarginare presto ogni ferita (cf. Is 58,7-10; I lettura).
A questo punto si può comprendere come la credibilità di Dio sia affidata alla credibilità dei suoi seguaci, cioè alla nostra credibilità.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Voi siete la luce del mondo… (Mt 5,13.14)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2023)
(vai al testo…)
 Voi siete la luce del mondo (Mt 5,14) - (09/02/2020)
(vai al testo…)
 Voi siete il sale della terra... e la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2017)
(vai al testo…)
 Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (09/02/2014)
(vai al testo…)
  Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (06/02/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Agire alla maniera di Dio (03/02/2023)
Donare sapore e luce alla storia umana (07/02/2020)
Essere sempre nell'amore: …e siamo sale e luce (03/02/2017)
Il nostro vero essere per gli altri (07/02/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
  di Antonio Savone (VP 2.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2020)
  di Cettina Militello (VP 1.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La città posta sul monte", G. Trevisan, La Domenica 8 febbraio 2026)

domenica 1 febbraio 2026

Speranza che nasce dalla novità di Dio


Parola di Vita – Febbraio 2026
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5).

Il libro dell'Apocalisse, dal quale è presa la Parola di vita, chiude la raccolta degli scritti del Nuovo Testamento. Il titolo significa rivelazione e l'intento dell'autore è quello di fare comprendere le cose ultime, il ritorno di Cristo sulla terra, la sconfitta definitiva del male e il sorgere di un cielo nuovo e una terra nuova.
Si tratta di un testo di non facile comprensione. Sono gli anni 81-96 d.C. Le persecuzioni dei cristiani sono feroci. Il clima nelle comunità cristiane è di paura: Cosa sarà di noi e del messaggio che ci è stato affidato? Perché Dio non interviene?
In queste circostanze, l'autore viene mandato in esilio, dai Romani, nell'Isola di Patmos. È qui che inizia ad avere una serie di visioni insieme con l'ordine di scriverle.

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Il libro dell'Apocalisse voleva dare speranza alle comunità perseguitate: nonostante il presente fosse difficile e pieno di violenza, nonostante il futuro incerto, il bene alla fine trionferà e Dio farà nuove tutte le cose.
Anche oggi guardando «il telegiornale o la copertina dei giornali, ci sono tante tragedie, dove si riportano notizie tristi a cui tutti quanti rischiamo di assuefarci. […] Ma c'è un Padre che piange con noi; c'è un Padre che piange lacrime di infinta pietà nei confronti dei suoi figli. Un Padre che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso. Questa è la grande visione della speranza cristiana, che si dilata su tutti i giorni della nostra esistenza, e ci vuole risollevare» [1].

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Non possiamo sapere quando e come questo avverrà ed è inutile voler indagare. È certo però che accadrà.
«Le pagine finali della Bibbia ci mostrano l'orizzonte ultimo del cammino del credente: la Gerusalemme del Cielo, la Gerusalemme celeste. Essa è immaginata anzitutto come una immensa tenda, dove Dio accoglierà tutti gli uomini per abitare definitivamente con loro (Ap 21,3). E questa è la nostra speranza. E cosa farà Dio, quando finalmente saremo con Lui? Userà una tenerezza infinita nei nostri confronti, come un padre che accoglie i suoi figli che hanno a lungo faticato e sofferto. «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! [… Egli] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate […] Ecco io faccio nuove tutte le cose!» (Ap. 21,3-5). Il Dio della novità!» [2].

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Come vivere la Parola di vita di questo mese?
«Essa ci assicura che siamo incamminati verso un mondo nuovo che si prepara e si costruisce fin da adesso. È tutt'altro quindi che un invito al disimpegno e alla fuga dal mondo. Dio vuole infatti rinnovare tutte le cose: la nostra vita personale, l'amicizia, l'amore coniugale, la famiglia; vuole rinnovare la vita sociale, il mondo del lavoro, della scuola,della cultura, dello svago, della sanità, dell'economia, della politica…, in una parola tutti i settori dell'attività umana. Ma per fare questo egli ha bisogno di noi. Ha bisogno di persone che lascino vivere in se stesse la sua Parola, che siano la sua Parola viva, altri Gesù nei loro ambienti» [3].
Alice, una giovane cristiana, ha compreso come seguire la sua vocazione richiedesse un cambiamento profondo per permettere a Dio di agire pienamente nella sua vita e farla nuova. Come "dono immenso", ha avuto l'opportunità di vivere un'esperienza in India. Lì, ha assaporato una gioia autentica e si è sentita immersa nella grazia di Dio, anche nei momenti difficili. Dedica così le sue giornate alla preghiera, alla vita comunitaria e al servizio di volontariato. I bambini dell'orfanotrofio l'hanno colpita profondamente: pur non possedendo nulla, mostravano un entusiasmo incredibile e le hanno insegnato molto sulla vita. Non è stato un semplice viaggio, ma un pellegrinaggio, un cammino fatto di "salite e discese", dove ha dovuto "svuotare lo zaino", trovando arricchimento e liberazione.

A cura di Augusto Parody Reyes
e del team della Parola di vita


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[1] Cf., Papa Francesco, Udienza Generale del 23 agosto 2017. Catechesi sulla Speranza cristiana
[2] Ibid.
[3] Cf. C. Lubich, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova, Roma, 2017, p. 429.

Fonte: https://www.focolaritalia.org

venerdì 30 gennaio 2026

Dove è di casa la felicità?


4a domenica del Tempo ordinario (A)
Sofonia 2,3;3,12-13 • Salmo 145 • 1 Corinzi 1,26-31 • Matteo 5,1-12a
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Il brano evangelico di questa domenica parla delle beatitudini. Gesù sale sul monte, come nuovo Mosè, dettando la nuova Legge; nuova e definitiva che in Lui si compie. E questa Legge comincia con l'annuncio della felicità, della beatitudine. Gesù ci dice che la felicità esiste ed è in Lui che trova compimento. Una beatitudine che si snocciola in otto proposte controcorrente.
Il fatto che queste proposte siano controcorrente ci fanno capire che è possibile anche oggi in questo tempo in cui siamo tentati di pensare che la felicità sia una chimera, una illusione: troppe guerre, troppi dolori, troppa violenza, troppa ingiustizia…
Invece la felicità, insiste Gesù, è possibile e nasce dagli atteggiamenti contrari a quelli che il mondo ritiene essere il frutto della felicità.
La prospettiva è capovolta. Lo stesso Paolo lo afferma categoricamente: Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo! Quello che per il mondo è stolto, è scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per confondere i forti; quello che è disprezzato, nulla, per ridurre al nulla le cose che sono… perché nessuno possa vantarsi davanti a Dio (cf. 1Cor 1,26-31; II lettura).
Così per Gesù i poveri in spirito sono quelli che si affidano a Lui, che non pretendono di fare da soli; quelli che sono nel pianto sono quanti sanno mettersi dalla parte dei più deboli; i miti sono forti, non per la violenza, ma per la fermezza e la determinazione; i misericordiosi quelli che non cedono al rancore nel desiderio di vendetta…; gli operatori di pace, coloro che non cedono alla disperazione, che della pace non fanno una ideologia e non pensano che sia solo assenza di armi che sparano. La pace è incontro, dialogo, rispetto, riconciliazione, perdono.
Questo modo di vivere ci mette nella condizione di essere perseguitati. I perseguitati, dice Gesù, possono essere felici perché imparano ad essere dalla parte del giusto, perché costruiscono giustizia, perché sentono che la loro vita è radicata in qualcosa di duraturo e vero, e non nella falsità o nell'effimero. Così quelli che sono insultati, perché si sono messi dalla parte di Gesù, cioè degli ultimi, degli emarginati.
Allora si sperimenta una vita che si riempie perché ci sono gli altri, e con gli altri l'Altro, Gesù,. che con quelli si è fatto piccolo, uomo, povero, per esserci vicino.
Questa è la via della felicità, della beatitudine.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Mt 5,12) - (29/01/2023)
(vai al testo…)
 Beati i miti, perché avranno in eredità la terra (Mt 5,5) - (29/01/2017)
(vai al testo…)
 Beati gli operatori di pace (Mt 5,9) - (30/01/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
La vita nella beatitudine di Dio (27/01/2023)
Felicità è uno dei nomi di Dio (27/01/2017)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 1.2026)
  di Antonio Savone (VP 1.2023)
  di Cettina Militello (VP 11.2016)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: "Il discorso della montagna", G. Trevisan, La Domenica 1° febbraio 2026)

venerdì 23 gennaio 2026

Un cambio di mente, di prospettiva


3a domenica del Tempo ordinario (A)
Isaia 8,23b • Salmo 26 • 1 Corinzi 1,10-13.17 • Matteo 4,12-23
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

L'inizio della missione pubblica di Gesù inizia dopo l'arresto di Giovanni. È nel contesto di questa situazione tragica che Gesù prende maggiormente coscienza della sua missione e porta a compimento il compito di annunciare che "il regno dei cieli è vicino". Ed è nella persona di Gesù di Nazaret che noi veniamo accolti nel regno dei cieli.
È un inizio sorprendente che ci mostra lo stile di Dio: non un luogo sacro, nel tempio di Gerusalemme, ma nella periferia, in Galilea, crocevia di genti diverse per cultura e religione. Dio è lì a significare che Lui è per tutti. Ed è lì che si compie la profezia: "Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione di ombra e di morte una luce è sorta" (cf. Mt 4,16). È lo stesso passo che si proclama a Natale. Ora quell'annuncio fatto alla nascita del Bambino a Betlemme si attua concretamente a cominciare dalle regioni di "Zabulon e Neftali (umiliate dagli assiri nei secoli passati), sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti" (Mt 4,15).
Gesù invita alla conversione, stando che Dio è vicino. Allora: "Convertitevi…". Ma, secondo il temine greco utilizzato dall'evangelista non si tratta di un nostro convertirci da una vita disordinata, di peccato, ad una vita virtuosa in ottica morale. È un cambio di mentalità, di mente, di prospettiva. Da questa poi potrà derivare di conseguenza un comportamento moralmente coerente.
Qui non siamo noi che andiamo a Dio. È Dio che è venuto, e viene, a noi. La nostra conversione allora è un cambio di prospettiva: è credere e accogliere quel Dio che in Gesù sta con noi, è in mezzo a noi, cammina con noi.
Come potremmo fare scelte importanti nella nostra vita se non crediamo alla presenza di Dio in noi, nella nostra vita, all'amore di Dio per noi? Credere che Dio mi ama oltre ogni misura è il fondamento di ogni nostra speranza, perché crediamo che si realizzeranno le promesse di Dio, perché crediamo in Colui che ce ne ha dato garanzia. Ci può sorprendere la prontezza con cui i primi quattro discepoli di Gesù (Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni) abbiano "lasciato tutto" per seguire Gesù. Non lo avrebbero sicuramente fatto se non avessero sperimentato la presenza di Dio che ha toccato il loro cuore. E non perché fossero persone "virtuose".
Gesù inizia la sua missione non da solo. Sceglie i suoi "amici". È sempre "insieme" che noi possiamo testimoniare che Dio sta in mezzo a noi. L'accorato appello di Paolo (cf. 1Cor 1,10-13.17; II lettura) agli abitanti di Corinto ad essere "tutti unanimi… senza divisioni" è la base di ogni missionarietà. Solo così la comunità dei credenti testimonierà che nel mondo c'è una luce che risplende nelle tenebre.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce (Mt 4,16) - (22/01/2023)
(vai al testo…)
 Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono (Mt 4,20) - (20/01/2020)
(vai al testo…)
 Convertitevi, il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17) - (22/01/2017)
(vai al testo…)
 Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17) - (26/01/2014)
(vai al testo…)
 Non vi siano divisioni tra voi (1Cor 1,10) - (23/01/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Da dove iniziare (20/01/2023)
Un annuncio che rinnova la vita (24/01/2020)
L'Amore di Dio, fonte della nostra felicità (20/01/2017)
La gioia di seguire Gesù (24/01/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 1.2026)
  di Antonio Savone (VP 1.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2020)
  di Cettina Militello (VP 11.2016)
  di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: "Venite dietro a me", G. Trevisan, La Domenica 25 gennaio 2026)

venerdì 9 gennaio 2026

"Conviene che adempiamo ogni giustizia"


Battesimo del Signore (A)
Isaia 40,1-5.9-11 • Salmo 103 • Tito 2,11-14;3,4-7 • Luca 3,15-16.21-22
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Il periodo di Natale, mistero della manifestazione di Dio nel Figlio, termina con il Battesimo di Gesù, ulteriore manifestazione del Padre che dichiara nel Figlio il suo compiacimento.
Gesù, battezzato da Giovanni al Giordano, vive l'esperienza decisiva del suo cammino di consapevolezza quale Messia atteso, Salvatore del mondo. L'episodio evangelico racconta di questa manifestazione, che potremmo definire trinitaria: il Padre parla e riconosce, mentre scende su Gesù lo Spirito Santo, il Figlio amato, nel quale ha posto il suo compiacimento.
Nel momento in cui Gesù esce dall'acqua il cielo e la terra ci congiungono. Nel Figlio di Dio, fattosi uomo, in fila con noi peccatori per essere immerso nelle acque del Giordano, si compie ogni giustizia, come afferma Gesù di fronte alla titubanza di Giovanni.
Il Battista vuole impedire a Gesù di essere battezzato: Gesù non ha peccati da farsi perdonare. Ma Gesù è solidale con noi peccatori, sta dalla nostra parte, manifestando così che nessuno è escluso o allontanato da Dio.
Questa è la giustizia che deve compiersi. Non quella dell'osservanza scrupolosa delle norme della Legge, ma quella di Dio che perdona e accoglie, ridonando così dignità a ciascuno. La giustizia di Dio è far sì che ognuno sia se stesso: Dio è se stesso perché è Colui che ama per primo e accoglie, perdona e fa di tutti suoi figli; noi siamo noi stessi perché è ridonata a noi la dignità perduta a causa del peccato.
In Gesù, solidale con l'umanità fino alla morte, si compie ogni giustizia.
L'essere noi stati battezzati, cioè immersi nello Spirito Santo, nell'amore della Trinità, fa di noi testimoni dell'amore di Dio a favore di tutta l'umanità.
Se il Figlio di Dio viene a coincidere con il peccatore è perché è amato da Dio come fosse suo Figlio.
I Cieli si aprono, Gesù esce dalle acque, lo Spirito scende da cielo. Dio e uomo sono finalmente uniti. Questa è la testimonianza che siamo chiamati ad offrire al mondo assetato di pace e di felicità: Dio ci ama e ci ama veramente!

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli (Mt 3,16)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata - Anno A:
 Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento (Mt 3,17) - (08/01/2023)
(vai al testo…)
 Gesù... vide lo Spirito di Dio venire sopra di lui (Mt 3,16) - (12/01/2020)
(vai al testo…)
 Gesù venne da Giovanni per farsi battezzare (Mt 3,13) - (8/01/2017)
(vai al testo…)
 In lui ho posto il mio compiacimento (Mt 3,17) - (12/01/2014)
(vai al testo…)
 In lui ho posto il mio compiacimento (Mt 3,17) - (9/01/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata - Anni B e C:
 Gesù venne da Nazareth in Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni (Mc 1,9) - (07/01/2024 - Anno B)
(vai al testo…)
 Io vi battezzo con acqua, ma egli vi battezzerà in spirito santo (Mc 1,8) - (10/01/2021 - Anno B)
(vai al testo…)
 Tu sei il Figlio mio, l'amato (Mc 1,11) - (7/01/2018 - Anno B)
(vai al testo…)
 Tu sei il Figlio mio, l'amato (Mc 1,11) - (11/01/2015 – Anno B)
(vai al testo…)
 Vide lo Spirito discendere verso di lui (Mc 1,10) - (8/01/2012 – Anno B)
(vai al testo…)
 Lui vi battezzerà con lo Spirito Santo (Mc 1,8) - (9/01/2009 –Anno B)
(vai al post "Battezzati nello Spirito santo")
 Tu sei il Figlio mio, l'amato (Lc 3,22) - (12/01/2025 – Anno C)
(vai al testo…)
 Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3,16) - (9/01/2022 – Anno C)
(vai al testo…)
 Tu sei il Figlio mio, l'amato (Lc 1,11) - (13/01/2019 – Anno C)
(vai al testo…)
 In te ho posto il mio compiacimento (Lc 3,22) - (10/01/2016 – Anno C)
(vai al testo…)
 Tu sei il Figlio mio: l'amato (Lc 3,22) - (13/01/2013 – Anno C)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia (Anno A):
Seguire le orme del Maestro (06/01/2023)
Si è fatto uno di noi per farci come Lui (10/01/2020)
Per il Padre io come Gesù: Figlio amato (07/01/2017)
Siamo diventati Cristo (10/01/2014)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia (Anni B e C):
Rigenerati alla vita divina (08/01/2021 - Anno B)
Dal Giordano al Calvario: manifestazione dell'amore del Padre (06/01/2018 - Anno B)
Lo "sprofondare" del Figlio di Dio… per farci figli (09/01/2015 - Anno B)
Il Compiacimento del Padre (07/01/2012 - Anno B)
Il compiacimento del Padre (07/01/2022 - Anno C)
Figli amati, come Gesù (11/01/2019 - Anno C)
L'aprirsi del Cielo (08/01/2016 – Anno C)
Essere scelti dall'amore eterno di Dio (11/1/2013 – Anno C)

Commenti alla Parola (Anno A):
  di Goffredo Boselli" (VP 1.2026)
  di Antonio Savone" (VP 1.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2020)
  di Cettina Militello (VP 11.2016)
  di Gianni Cavagnoli (VP 11.2013)
  di Marinella Perroni (VP 11.2010)

Vedi anche Commenti alla Parola (Anni B e C):
  di Goffredo Boselli" (VP 1.2024 – Anno B)
  di Antonio Savone (VP 1.2021 - Anno B)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2018 - Anno B)
  di Luigi Vari (VP 1.2015 – Anno B)
  di Marinella Perroni (VP 1.2012 – Anno B)
  di Claudio Arletti (VP 1.2009 – Anno B)
  di Goffredo Boselli" (VP 1.2025 – Anno B)
  di Antonio Savone (VP 1.2022 – Anno C)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2019 – Anno C)
  di Luigi Vari (VP 11.2015 – Anno C)
  di Marinella Perroni (VP 11.2012 – Anno C)
  di Claudio Arletti (VP 11.2009 – Anno C)

  di Enzo Bianchi (Anno A)
  di Enzo Bianchi (Anno B)
  di Enzo Bianchi (Anno C)

  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano (Anno A)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano (Anno B)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano (Anno C)
  di Letture Patristiche della Domenica (Anno B)
  di Letture Patristiche della Domenica (Anno C)

lunedì 5 gennaio 2026

In cammino per incontrare il Signore


Epifania del Signore
Isaia 60,1-6 • Salmo 71 • Efesini 3,2-3a.5-6 • Matteo 2,1-12
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

"Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra", si canta al Salmo responsoriale.
La solennità dell'Epifania svela all'umanità intera, a tutte le genti, il mistero d'amore del Padre per tutti i suoi figli: "le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo" (cf. Ef 3,5-6; II lettura).
La stella che è sorta ad illuminare la nostra vita ci spinge verso Colui che vogliamo riconoscere come nostro Salvatore, il nostro Dio.
Come per i Magi, c'è anche oggi una umanità che spesso, per strade a volte inedite è alla ricerca del senso profondo dell'esistenza. E si mette in viaggio.
Occorre mettersi in movimento per poter incontrare il Signore. Lui non ama l'immobilismo, anche religioso, di chi sa tutto di Lui, ma non sa riconoscerlo, come i maestri di Gerusalemme, detentori delle Scritture, che sanno del Re che deve nascere a Betlemme, ma non lo cercano; anzi, restano "turbati" all'annuncio della sua nascita.
Questa scena ci fa pensare forse a quella sterilità pastorale che sperimentiamo nella nostra pastorale, spesso conservativa e poco vitale.
Occorre saper scrutare il cielo, i segni dei tempi, guardare a quelle stelle che ci indicano una via. A volte questa stella può essere il volto di una persona, una situazione gioiosa o dolorosa della vita, una Parola della Scrittura, un momento di ripensamento della vita.
Non sempre è tutto chiaro. Tuttavia, chi cerca è disposto a mettersi in viaggio e sentirsi abitato da un Mistero che ci viene da lontano e ci spinge a non smettere di camminare.
L'esperienza dei Magi che finalmente arrivano in quella casa e trovano il Bambino stretto fra le braccia della Madre è la dichiarazione che la salvezza non può essere tenuta in ostaggio da nessun schematismo, nemmeno religioso.
La solennità odierna celebra la salvezza che è offerta a tutti, fuori da ogni schema. Certo, poi a ciascuno è chiesto di fare la sua parte, di intraprendere il proprio viaggio, e "ritornare a casa" per altra strada.
Ora, come hanno sperimentato i Magi, occorre guardare non più in cielo, ma abbassare gli occhi su questa terra verso la fragilità di un Bambino, segno di ogni fragilità umana assunta dal Figlio di Dio. Lì il Signore si fa trovare, lì lo possiamo incontrare, lì lo possiamo adorare.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,2)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima (Mt 2,2) - (6/01/2023)
(vai al testo…)
 Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,2) - (6/01/2022)
(vai al testo…)
 Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima (Mt 2,10) - (6/01/2021)
(vai al testo…)
 Siamo venuti per adorare il Signore (Mt 2,2) – (6/01/2019)
(vai al testo…)
 Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? (Mt 2,2) - (6/01/2018)
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 Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 3,13) - (6/01/2017)
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 Videro il bambino… si prostrarono e lo adorarono (Mt 2,11) - (6/01/2016)
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 Siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,2) - (6/01/2015)
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 Siamo venuti ad adorare il Signore (Mt 2,2) - (6/01/2013)
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 Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2,10) - (6/01/2012)
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 Videro il Bambino con Maria sua madre (Mt 2,11) - (6/01/2011)
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 Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra (Sal 71) - (5/01/2009)
(vai al post "Il centro dell'universo")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
Offrire in dono se stessi (4/01/2025)
Aprirsi alla verità di Dio (5/01/2023)
La Luce che è per tutti (5/01/2022)
La Luce che sempre ci precede (5/01/2021)
La gioia è il senso della grandezza di Dio tutta a disposizione dell'uomo (4/01/2020)
Alla ricerca della "stella" (4/01/2019)
Aperti alla Novità dello Spirito, nonostante gli inevitabili errori (4/01/2018)
Le preferenze di Dio: gli ultimi, i lontani (5/01/2017)
Il cammino per l'incontro con Dio (5/01/2016)
Nel "Nulla d'amore" di Dio (5/01/2015)
Essere "epifania" di Dio (4/01/2014)
L'incontro con Gesù, nella "casa", con Maria (4/01/2013)
Guardare oltre, con nel cuore il mondo (5/01/2012)

Vedi anche i post:
La Stella, il dono che porta (6/01/2011)
Lo scambio dei doni (5/01/2010)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 1.2026)
  di Goffredo Boselli (VP 1.2025)
  di Goffredo Boselli (VP 1.2024)
  di Antonio Savone (VP 1.2023)
  di Antonio Savone (VP 1.2022)
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  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2020)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2019)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2018)
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  di Luigi Vari (VP 1.2015)
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  di Enzo Bianchi (vol. B)
  di Enzo Bianchi (vol. C)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: Adorazione dei Magi, icona greco-ortodossa, dipinta a mano, dal sito "Etsy")

venerdì 2 gennaio 2026

Il Dio che cammina con noi


II domenica dopo Natale
Siracide 24,1-2.8-12, NV 24,1-4.12-16 • Salmo 147 • Efesini 1,3-6.15-18 • Giovanni 1,1-18
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Nella seconda domenica dopo Natale la liturgia ci propone nuovamente il prologo del vangelo di Giovanni, come nel giorno di Natale. Il mistero del Natale è un evento decisivo nella nostra storia; un decisivo spartiacque che ha segnato la storia universale. Dio ò venuto ad abitare in mezzo a noi. Ha cambiato le nostre prospettive, ha dato senso ad ogni nostra aspettativa.
La prima lettura (cf. Sir 24,1-2.9-12) ci parla della Sapienza, che fin dal principio ha ordinato tutte le cose, ponendo la sua "tenda" in mezzo a noi. Sì, Dio-con-noi ha posto la sua tenda. Non ha posto la sua dimora in una casa stabile, ma in una tenda. Quella tenda che nel deserto, all'uscita del popolo di Israele dall'Egitto, era la presenza di Dio, la "dimora", in mezzo al sui popolo. La tenda, dimora che cammina. Che si sposta assieme al suo popolo.
Dio in mezzo a noi cammina con noi. A noi accoglierlo con tutto noi stessi. "A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome… (Gv 1,12). E il suo nome appunto è Dio che sta accanto a noi, che si fa pellegrino con noi, che si fa solidale con noi, in tutto fino alla morte.
Credere nel suo nome! Credere è prendere coscienza che siamo stati generati da Dio e "non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo" (Gv 1,13). Sì, l'amore del Padre ci ha "scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo" (Ef 1,4-5; II lettura).
Dio è con noi veramente, per farci partecipi della sua divinità, della sua natura divina.
Facendosi uno di noi, resta solidale con tutto il genere umano. Allora, più umano di noi c'è solo Dio! L'umanità, Dio, l'ha presa sul serio. Ora tocca a noi, ora!

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)
(vai al testo)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia (Gv 1,16) - (05/01/2025)
(vai al testo…)
 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9) - (03/01/2021)
(vai al testo…)
 E il Verbo… venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) - (05/01/2020)
(vai al testo…)
 Il Figlio unigenito: è lui che ha rivelato Dio (cf. Gv 1,18) - (03/01/2016)
(vai al testo…)
 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto (Gv 1,16) - (04/01/2015)
(vai al testo…)
 Il Verbo venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) - (05/01/2014)
(vai al testo…)
 La luce splende nelle tenebre (Gv 1,5) - (02/01/2010)
(vai al post "La luce che viene dall'alto")
 La luce splende nelle tenebre (Gv 1,5) - (03/01/2009)
(vai al post "Luce nel buio")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Dove Dio si fa trovare (03/01/2025)
  Figli della Luce (30/12/2021)
  La luce vera che illumina ogni uomo (02/01/2021)
  Natale: Dio nell'uomo, essere abitati da Dio (03/01/2020)
  La profondità ultima del Natale: Dio nell'uomo (02/01/2016)
  Figli come Gesù e in Gesù (02/01/2015)
  Figli della Luce, generati dalla Parola (03/01/2014)

Commenti alla Parola:
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