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sabato 14 marzo 2026

Vedere è accogliere le meraviglie di Dio


4a domenica di Quaresima (A)
1 Samuele 16,1b.4.6-7.10-13 • Salmo 22 • Efesini 5,8-14 • Giovanni 9,1-41
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Quando un povero diventa oggetto dei nostri dibattiti socio-religiosi, noi cerchiamo sempre il "colpevole" della situazione, senza sporcarvi le mani, appagati dalle nostre osservazioni e disquisizioni.
Quanto diverso è l'atteggiamento di Gesù che presenta il povero come Colui nel quale si può manifestare l'amore di Dio. Per questo egli, dopo avergli spalmato del fango sugli occhi, lo invita a lavarsi alla piscina di Siloe. Il gesto e le parole di Gesù ridonano al cieco la sua soggettività. Gesù gli chiede di essere protagonista e di accogliere il dono di Dio, la vista.
I severi custodi del sabato, i falsi religiosi, di fronte alla nuova situazione non sanno gioire e lodare Dio, ma inveiscono contro Colui che era stato cieco dalla nascita, e lo cacciano via dalla Sinagoga. Ad essi non interessa in primo luogo la vita di quell'uomo, ma la difesa di tradizioni e precetti: sono chiusi all'azione dello Spirito.
Il brano evangelico si conclude con l'incontro di Gesù con Colui che era stato cieco. Un incontro che inizia con il "vedere" con gli occhi, prosegue con una precisa richiesta, e termina con la professione di fede in Gesù, Figlio dell'uomo, inviato da Dio.
"Vedere" significa "accogliere" con gioia Colui che ci fa vedere le "opere" meravigliose che il Padre opera per i suoi figli.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo (Gv 9,5)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Credo, Signore! (Gv 9,8) - (19/03/2023)
(vai al testo…)
 Sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (22/03/2020)
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 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (26/03/2017)
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 Io sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (30/03/2014)
(vai al testo…)
 Io sono la luce del mondo (Gv 9,5) - (03/02/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Vedere alla maniera di Cristo (17/03/2023)
  La luce che dà senso alla vita (20/03/2020)
  Noi siamo fatti per la luce! (24/03/2017)
  L'incontro che "illumina" l'esistenza (28/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 3.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: "Guarigione del cieco nato", G. Trevisan, La Domenica 15 marzo 2026)


venerdì 13 marzo 2026

Ascoltare e digiunare insieme [4]



Riprendendo la lettura del Messaggio del papa per questa Quaresima...
"Insieme". È una parola ricorrente in questi ultimi tempi: camminare insieme, percorso sinodale, fare rete…
Innanzitutto, però, occorre vivere questo insieme nella nostra quotidianità, come una prassi indispensabile, pena l'insuccesso o la scarsità di risultati: quante volte anche, nel concreto, in questo periodo quaresimale, dove "la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria della Parola e la pratica del digiuno".
È un cammino da fare insieme, nelle "nostre parrocchie", in "famiglia", in ogni comunità: un "cammino condiviso, nel quale l'ascolto della Parola di Dio, come pure il grido dei poveri e della terra, diventi forma della nostra vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale".
Se questo è, e diventa lo stile di vita delle nostre comunità, allora i frutti non saranno scarsi, perché saremo allenati ad interrogarci continuamente sulla "qualità del dialogo", della "capacità di lasciarci interrogare dalla realtà e riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio".
È uno stile di vita che rinnova le nostre comunità e dà senso ad una "umanità assetata di giustizia e riconciliazione".
Allora il nostro vivere la Quaresima rende il nostro orecchio "attento a Dio e agli ultimi"; e il digiuno, soprattutto della lingua, faccia diminuire "parole che feriscono" e faccia "crescere lo spazio per la voce dell'altro".
È un continuo allenarci che va oltre questo periodo particolare, "affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l'ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell'amore".

(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)

giovedì 12 marzo 2026

Ascoltare e digiunare insieme [3]



Digiunare è una parola chiave nel Messaggio del papa per questa Quaresima.
È "una pratica concreta che dispone all'ascolto della Parola di Dio". È l'ascolto e l'accoglienza della Paola l'essenziale, come il nutrirsene. Il digiuno, "proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo fame.
Scoprire nel proprio vivere quotidiano questo desiderio di appagamento, perché "avere fame di cibo" ci fa "discernere e ordinare gli appetiti" e "mantenere vigile la fame e la sete di giustizia".
Dalla fame fisica alla fame e sete di giustizia: l'una in funzione delle altre. Quella è di questa "vita terrena", mentre queste, essere "appagarti" da queste, "appartiene all'altra vita".
È un esercizio: "questo protendersi nel desiderio dilata l'anima, ne aumenta la capacità".
Questa comprensione del digiuno ci aiuta a "disciplinare il desiderio", a "purificarlo" per poter "rivolgersi a Dio" liberi e poveri.
Il digiuno, allora, affinché "conservi la sua verità evangelica", deve "essere vissuto nella fede e nell'umiltà", "radicato nella comunione con il Signore" e nutrito della "Parola di Dio".
Questo rapporto tra Parola e digiuno è essenziale. Avere fame e nutrirsi: un desiderio di un cibo piacevole che non estingua la fame, ma che ci faccia desiderare, a tempo opportuno, di continuare a nutrirci.
Così cresce in noi la vita di Dio con la luce della sua sapienza.

(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)

mercoledì 11 marzo 2026

Ascoltare e digiunare insieme [2]



"Dare spazio alla Parola attraverso l'ascolto" è l'invito del papa nel suo Messaggio, riprendendone la lettura.
"Ascoltare". Se occorre ascoltare, vuol dire che non si è soli e che qualcuno bussa alla nostra porta, che cerca una relazione, un contatto che non sia sfuggevole. Perché per ascoltare occorre fermarsi.
"La disponibilità ad ascoltare - dice papa Leone - è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l'altro".
Dio, prima che noi ascoltiamo Lui, ascolta noi, come ha fatto "rivelandosi a Mosè dal roveto ardente", perché questo "ascolto del grido dell'oppresso è l'inizio di una storia di liberazione".
Dio ascolta il nostro grido, "è un Dio coinvolgente".
Per noi entrare in sintonia con Lui è accogliere l'opera sua di liberazione dai legami che ci opprimono, da noi stessi, dal nostro egoismo, dal nostro non ascoltare il grido del povero.
Dio, con amore di Padre, ci educa, attraverso la sua Parola ad "un ascolto più vero della realtà". Perché "le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere [la voce] che sale dalla sofferenza e dall'ingiustizia, perché non resti senza risposta".
Occorre "lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui", perché il grido dei poveri e degli oppressi ci interpella personalmente.
Ed in quel grido possiamo scorgere il grido di Dio che soffre nei suoi figli. Ascoltare quel grido è ascoltare Dio e partecipare così alla sua Vita.

(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)

lunedì 9 marzo 2026

Ascoltare e digiunare insieme [1]



"Ascoltare e digiunare – La Quaresima come tempo di conversione" è il titolo del Messaggio di papa Leone per questa Quaresima. E in questo cammino quaresimale mi faccio accompagnare dal suo messaggio.
Il papa ci invita ad accogliere questo tempo di grazia per mettere "Dio al centro della nostra vita". Sì, Dio al primo posto è non solo l'impegno per un cammino spirituale, ma è il centro, il cuore, del nostro essere figli, creature amate fino all'inverosimile da un Padre che per mezzo del Figlio ci abbraccia e ci dona il bacio dello Spirito. Fa di noi, con Lui, una sola famiglia.
Questo periodo speciale è l'occasione per ritrovare "slancio", affinché il "cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno".
Nel nostro vivere quotidiano, infatti, le preoccupazioni e la tentazione di evadere in cerca di soddisfazioni e sollievi momentanei, ci distolgono dall'unica cosa necessaria, il rapporto con Dio, la nostra unione con Lui.
Un rapporto che ha la sua radice nell'ascolto della sua Parola: "Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di Spirito".
La Parola. È il Figlio, Lui Gesù, Parola viva del Padre.
Lasciarmi raggiungere dalla Parola è lasciarmi toccare, lasciare che Gesù si accosti nel mio andare e io possa percorrere la strada della vita con Lui, senza resistenze.
"Ritornare a me con tutto il cuore!".

(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)

sabato 7 marzo 2026

Un Dio assetato di noi


3a domenica di Quaresima (A)
Esodo 17,3-7 • Salmo 94 • Romani 5,1-2.5-8 • Giovanni 4,5-42
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Gesù ci invita a scoprire in noi stessi, mediante la fede in lui, la sorgente dell'acqua che disseta, senza perdere tempo a disquisire su monti, templi, luoghi dove praticare il culto. È Dio assetato di noi, che cerca e rilancia la nostra ricerca di assoluto, dell'acqua che disseta e ci serve per vivere pienamente la nostra umanità. Ognuno di noi può essere, monte, tempio, e adorare Dio in spirito e verità, e offrire a Dio il culto della propria vita.
Gesù abbatte muri e disinnesca conflitti personali, religiosi, sociali. Attraversa la Samaria, nonostante l'inimicizia fra Giudei e Samaritani. Viola la irriducibile consuetudine che vietava agli uomini di rivolgere la Parola alle donne. Si rivolge alla donna samaritana come un mendicante di acqua. Porta la donna al riconoscimento della propria dignità di persona, nonostante una discutibile condotta morale. Le restituisce piena titolarità di Parola, escludendo un linguaggio giudicante che la metterebbe a disagio.
Quando Dio incontra qualcuno di noi nella verità e nell'amore, ci invita a intraprendere un cammino che porta alla Verità e alla responsabilità. Ci fa passare dalla semplice e fredda osservanza di norme e precetti, alla consapevolezza di essere figli amati, in grado di accogliere l'amore e di donarlo gratuitamente e di cuore agli altri.
(da una Riflessione di don Baldassarre Pernice)

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Signore - gli dice la donna - dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete (Gv 4,15)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità (Gv 4,24) - (12/03/2023)
(vai al testo…)
 Se tu conoscessi il dono di Dio... (Gv 4,10) - (15/03/2020)
(vai al testo…)
 Se tu conoscessi il dono di Dio... (Gv 4,10) - (19/03/2017)
(vai al testo…)
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (23/03/2014)
(vai al testo…)
 Egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4,10) - (27/03/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Acqua che dà vita (10/03/2023)
  Il cammino della fede (13/03/2020)
  Come Gesù, diventare sorgente e diffondere speranza (17/03/2017)
  Il dono di Dio, acqua viva che zampilla per la Vita (21/03/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 3.2026)
  di Antonio Savone (VP 3.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 3.2020)
  di Cettina Militello (VP 2.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 2.2014)
  di Marinella Perroni (VP 2.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La samaritana al pozzo", G. Trevisan, La Domenica 8 marzo 2026)

domenica 1 marzo 2026

«Alzatevi e non temete»


Parola di Vita – Marzo 2026
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Alzatevi e non temete» (Mt 17,7).

Saliti su un alto monte con Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni vedono la gloria del Maestro e odono la voce del Padre che lo riconosce come Figlio.
Un'esperienza straordinaria, a tu per tu con Dio, che permette alla sua creatura di conoscerlo nel suo splendore. Dal timore sono caduti a terra, ma Gesù li tocca e parla loro:

«Alzatevi e non temete».

Il verbo "alzarsi" è lo stesso con cui il Vangelo spesso esprime la Resurrezione, così come "non temete" sono le prime parole che il Risorto, dopo un saluto, rivolge alle donne presso il sepolcro vuoto [1]. Le parole di Gesù, forti e chiare, sono dunque un deciso invito ad una vita nuova, possibile ai discepoli per il tocco della sua mano.
Anche noi a volte siamo frenati dalle nostre paure, appesantiti dalle prove della vita, dalle situazioni senza sbocco. Non possiamo contare solo sulle nostre forze per ritrovare lo slancio della testimonianza, ma piuttosto sulla grazia di Dio che sempre ci precede.
«Chi non passa attraverso la prova? Essa assume i volti del fallimento, della povertà, della depressione, del dubbio, della tentazione […] Fa paura anche la società materialista e individualista che ci circonda, con le guerre, le violenze, le ingiustizie… Davanti a queste situazioni può insinuarsi anche il dubbio: l'amore di Dio dov'è finito? […] Gesù è entrato veramente in ogni dolore, ha preso su di sé ogni nostra prova […] Lui è l'Amore ed è dell'amore cacciare ogni timore. Ogni volta che ci assale una paura, che siamo soffocati da un dolore, possiamo riconoscere la realtà vera che vi è nascosta: è Gesù che si fa presente […] lasciamolo entrare nella nostra vita. E poi continuiamo a vivere quanto Dio vuole da noi, buttandoci ad amare il prossimo. Scopriremo che Gesù è sempre Amore. Potremo così dirgli, come i discepoli: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!"» (Mt 14,33)  [2].

«Alzatevi e non temete».

Chi ha fatto l'esperienza di incontrare Dio nella vita è stato affascinato dalla sua presenza, toccato e guarito dalla sua Parola. Spesso la testimonianza di una comunità cristiana accompagna in questa divina avventura e dà il coraggio di alzarsi, di uscire da sé stessi, per riprendere il cammino con Gesù e con i fratelli.
Raccogliamo la testimonianza di una giovane siriana: «Alla fine dello scorso anno il mio Paese ha vissuto unmomento molto difficile, la mia città è stata colpita da un'ondata di caos e paura. Ero profondamente preoccupata per la mia famiglia, i miei amici e per me stessa. In mezzo a tanta incertezza cercavo di rimanere salda nella speranza in Dio, provando a restare forte nonostante tutto. Prima di questi eventi, con i giovani con cui mi impegno a vivere il Vangelo avevamo pianificato alcuni progetti di sostegno a famiglie bisognose attraverso pacchi alimentari e altre iniziative. Ma la situazione ci ha costretti a sospendere temporaneamente ogni attività. Dopo alcuni giorni siamo riusciti a riunirci; in quell'incontro abbiamo trovato forza e coraggio gli uni negli altri. Abbiamo deciso di non lasciarci sopraffare dalla paura, ma di mettere la nostra fiducia in Gesù e continuare il cammino che avevamo iniziato. Con fede condivisa, siamo riusciti ad aiutare più di 40 famiglie che avevano realmente bisogno di sostegno. In mezzo a quelle difficoltà, abbiamo sentito che, grazie all'amore di Dio e alla nostra unità, potevamo davvero fare la differenza».

«Alzatevi e non temete».

Dopo essere saliti con Gesù sul monte per incontrare Dio e ascoltare la sua voce, con lui possiamo anche scendere, per «[…] ritornare nella pianura, dove incontriamo tanti fratelli appesantiti da fatiche, malattie, ingiustizie, ignoranze, povertà materiale e spirituale» [3].
Anche come comunità cristiana possiamo soffrire e restare smarriti, ma questa Parola ci spinge a metterci in movimento insieme, per portare a tutti «i frutti dell'esperienza che abbiamo fatto con Dio, condividendo la grazia ricevuta» [4].

A cura di Letizia Magri
e del team della Parola di vita


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[1] Mt 28,10; cf, 28,5.
[2] C. Lubich, Parola di Vita agosto 2002, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova,Roma, 2017, pp. 664-665.
[3] Cfr. Papa Francesco, Angelus 16 marzo 2014.
[4] Ibidem.

Fonte: https://www.focolaritalia.org
Illustrazione: "Alzatevi, non temete", di Bernadette Lopez


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