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venerdì 6 febbraio 2026

Essere sale, essere luce


5a domenica del Tempo ordinario (A)
Isaia 58,7-10 • Salmo 111 • 1 Corinzi 2,1-5 • Matteo 5,13-16
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Essere sale, essere luce: questa l'identità del cristiano.
Essere "sale delle terra" significa che la testimonianza dei discepoli di Gesù è una questione non indifferente: dare sapore al mondo. Diversamente non serve!
Alle volte pensiamo che il bene compiuto da chiunque abbia lo stesso valore di una testimoniata cristiana. La vita di un credente non è solo questione di "opere buone", ma di opere che rimandino a Dio e possano così dargli gloria. In questo sta la peculiarità del cristiano: è il figlio che può parlare di suo padre in maniera significativa, non una persona qualsiasi.
Stando così le cose, solo un discepolo di Cristo può far presente al mondo il volto del Padre. Il sale, allora, dà sapore. Ma il sale è anche un elemento che preserva dalla corruzione.
Fuor di metafora, la terra senza la testimonianza cristiana rischia di perdersi e di distruggersi. Si perde Dio e si diventa dio di sé stessi, autodistruggendosi.
Ai cristiani è legato il destino del mondo, per il messaggio e lo stile di vita assunto dal Cristo. È essere presenza di Lui nel mondo, oggi.
Inoltre, alla comunità cristiana è attribuito lo stesso titolo che Gesù ha attribuito a sé: essere luce. Una luce che illumina, non che è nascosta. Tutti debbono avere la possibilità di vedere la "città posta sul monte".
È una responsabilità grande che ci interpella profondamente. Tuttavia occorre essere coscienti che la nostra presenza nel mondo non si fonda su una parola o una sapienza mondana, ma sulla "manifestazione dello Spirito e della sua potenza: ci presentiamo infatti nell'unico sapere che ci viene da Cristo e Cristo crocifisso (cf. 1Cor 2,1-5; II lettura).
La nostra carità verso gli ultimi e gli oppressi, verso chi à afflitto, sarà luce che "sorgerà come l'aurora", un rimedio che farà rimarginare presto ogni ferita (cf. Is 58,7-10; I lettura).
A questo punto si può comprendere come la credibilità di Dio sia affidata alla credibilità dei suoi seguaci, cioè alla nostra credibilità.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Voi siete la luce del mondo… (Mt 5,13.14)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2023)
(vai al testo…)
 Voi siete la luce del mondo (Mt 5,14) - (09/02/2020)
(vai al testo…)
 Voi siete il sale della terra... e la luce del mondo (Mt 5,13.14) - (05/02/2017)
(vai al testo…)
 Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (09/02/2014)
(vai al testo…)
  Vedano le vostre opere buone (Mt 5,16) - (06/02/2011)
(vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
Agire alla maniera di Dio (03/02/2023)
Donare sapore e luce alla storia umana (07/02/2020)
Essere sempre nell'amore: …e siamo sale e luce (03/02/2017)
Il nostro vero essere per gli altri (07/02/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 2.2026)
  di Antonio Savone (VP 2.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 2.2020)
  di Cettina Militello (VP 1.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 1.2014)
  di Marinella Perroni (VP 1.2011)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano
  di Letture Patristiche della Domenica

(Illustrazione: "La città posta sul monte", G. Trevisan, La Domenica 8 febbraio 2026)

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