"Ascoltare". Se occorre ascoltare, vuol dire che non si è soli e che qualcuno bussa alla nostra porta, che cerca una relazione, un contatto che non sia sfuggevole. Perché per ascoltare occorre fermarsi.
"La disponibilità ad ascoltare - dice papa Leone - è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l'altro".
Dio, prima che noi ascoltiamo Lui, ascolta noi, come ha fatto "rivelandosi a Mosè dal roveto ardente", perché questo "ascolto del grido dell'oppresso è l'inizio di una storia di liberazione".
Dio ascolta il nostro grido, "è un Dio coinvolgente".
Per noi entrare in sintonia con Lui è accogliere l'opera sua di liberazione dai legami che ci opprimono, da noi stessi, dal nostro egoismo, dal nostro non ascoltare il grido del povero.
Dio, con amore di Padre, ci educa, attraverso la sua Parola ad "un ascolto più vero della realtà". Perché "le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere [la voce] che sale dalla sofferenza e dall'ingiustizia, perché non resti senza risposta".
Occorre "lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui", perché il grido dei poveri e degli oppressi ci interpella personalmente.
Ed in quel grido possiamo scorgere il grido di Dio che soffre nei suoi figli. Ascoltare quel grido è ascoltare Dio e partecipare così alla sua Vita.
(Immagine dal sito: https://www.suoredellacarita.org)
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