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venerdì 29 maggio 2026

Guardando il Figlio


Santissima Trinità (A)
Esodo 34,4b-6.8-9 • Salmo Dn 3,52-56 • 2 Corinzi 13,11-13 • Giovanni 3,16-18
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

La liturgia della prima domenica dopo la Pentecoste ci invita a celebrare il mistero della Santissima Trinità. Il nostro Dio: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. È il Dio che Gesù ci ha rivelato, Lui, "l'unigenito Figlio di Dio", venuto nel mondo.
Vedere il volto di Dio è l'anelito profondo dell'uomo, l'inconscia aspirazione della nostra "origine": "Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv 1,18).
Facciamo fatica a cogliere con la nostra limitata capacità l'unitrinità di Dio. Più che essere noi a capire qualche cosa di Dio è Lui stesso che si rivela a noi. A noi accogliere, nella fede, con il cuore libero, questo "unico" atto di amore del Padre. Gesù, infatti, ci ha rivelato che il "suo e nostro" Dio è il Padre (cf. Gv 20,17).
I cristiani credono nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo, che sono tre e sono uno.
Guardando a Gesù, comprendiamo chi è Dio e qual è il suo modo di agire. Il Figlio, per amore si è "svuotato" della sua divinità per essere come noi, Gesù di Nazaret (cf. Fil 2,7). Se il Figlio si è comportato così - e chi vede il Figlio vede il Padre (cf. Gv 14,9) -, anche il Padre si comporta così.
È l'Amore la dinamica di relazione tra le Persone della Santissima Trinità. Un amore, perché divino, dà tutto. Nell'atto di dare "tutto" (perché in Dio non ci sono zone riservate che non si donano), rimane l'Amore. Ed è in questo Amore, che è lo Spirito Santo che ci è stato donato, in questa "unitrinità" di Dio, che noi siamo stati "immersi".
Dio è amore: il Padre "misericordioso e pietoso, ricco di amore e di fedeltà" (cf. Es34,6; I lettura), "non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui" (Gv 3,17).
Noi, come tutta la creazione, abbiamo in noi il DNA della Trinità. Siamo intimamente strutturati per vivere in relazione; in relazione con chi sta accanto, in relazione con il creato stesso. Ecco il dono di Dio: vivere la grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore del Padre e la comunione dello Spirito Santo, avendo gli stessi sentimenti, facendoci coraggio a vicenda nelle difficoltà della vita, vivendo dell'amore e della pace donataci da Dio (cf. 2Cor 13,11-13; II lettura).
Dall'unità dei cristiani, quali discepoli del Signore Gesù, il mondo crederà che Dio ci ama immensamente e ci invita ad accoglierci l'un l'altro come fratelli e figli dell'unico Padre. Solo così metteremo l'antidoto alla guerra e all'odio, frutto del peccato, che devasta il nostro mondo. Ognuno nel suo quotidiano.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
 Chiunque crede in Lui non vada perduto (Gv 3,16) - (04/06/2023)
(vai al testo)
 Dio ha tanto amato il mondo (Gv 3,16) - (07/06/2020)
(vai al testo)
 Dio ha tanto amato il mondo (Gv 3,16) - (11/06/2017)
(vai al testo)
 Dio ha tanto amato il mondo (Gv 3,16) - (15/06/2014)
( vai al testo)
 Dio ha tanto amato il mondo (Gv 3,16) - (19/06/2011)
(vai al testo")

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Il mistero intimo di Dio (02/06/2023)
  La sorgente della più vera umanità (05/06/2020)
  E noi abbiamo creduto all'amore (09/06/2017)
  Nell'abbraccio di Dio, la nostra vita (13/06/2014)

Vedi anche il Post:
  Confidare in Dio… Sentirsi guardati e amati da Lui (11/06/2017)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 5.2026)
  di Antonio Savone (VP 6.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 6.2020)
  di Cettina Militello (VP 4.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 5.2014)
  di Marinella Perroni (VP 5.2011)
  di Enzo Bianchi

(Immagine: Nicodemo incontra Gesù, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, marzo 2018)

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