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venerdì 17 aprile 2026

Parola ed Eucaristia


3a domenica di Pasqua (A)
Atti 2,14a.22-33 • Salmo 15 • 1 Pietro 1,17-21 • Luca 24,13-35
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

La tragedia della morte in croce di Gesù ha sconvolto tutti. I discepoli si sono dispersi, si sono nascosti, se ne sono andato via delusi, come i due viandanti diretti a Emmaus, che "con volto triste" rispondono a quel "forestiero" che si era accostato durante il loro allontanamento da Gerusalemme.
È finito tutto! Il Maestro, da cui "speravamo" la nostra liberazione, non c'è più!
Questi discepoli non hanno colto la connessione tra la tragedia della croce e l'annuncio dell'angelo. Uno scandalo che ha chiuso gli occhi a Cleopa e al suo compagno di viaggio. Non sperimentano più la presenza del Maestro. Per loro è un "forestiero".
Forse anche per noi oggi, di fronte al disorientamento, al dolore, alla sconfitta delle nostre aspettative, percepiamo un Dio assente. Eppure non è così!
La pedagogia di Gesù nello spiegare in tutte le Scritture ciò che lo riguarda consiste nell'orientare le speranze dei due viandanti (e di riflesso le nostre, oggi) alla comprensione del disegno d'amore del Padre.
È dall'ascolto della Parola che nasce e cresce il nostro cammino di fede. E non certo dalle elucubrazioni delle proprie personale speranze.
È nella croce che possiamo cogliere il mistero che la Trinità ha pensato per risollevare l'umanità perduta. Questo è il senso che le Scritture ci danno: "non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella gloria?".
Questo viaggio nell'ascolto della Parola si conclude con la preghiera più bella: "Resta con noi, Signore!", essenziale, che precede ogni nostra supplica e prepara il cuore al dono che il Padre ci offre, pronti a riconoscere "nello spezzare il pane" l'Agnello immolato. Ma occorre che sia Gesù fra noi, uniti nel suo nome, nel suo amore, nell'accoglierci reciprocamente come fratelli, a illuminare la Scrittura, che è Lui, Parola di Dio incarnata.
Parola ed Eucarestia. Un binomio inscindibile. In esso il Risorto è presente fino alla fine del tempo.
È nell'Eucaristia poi che entriamo in contatto col Corpo risorto del Signore, il suo Corpo spirituale, di cui tutti noi siamo destinati a rivestirci.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero (Lc 24,31)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone! (Lc 24,34) - (23/04/2023)
(vai al testo)
Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero (Lc 24,31) - (26/04/2020)
(vai al testo)
Egli entrò per rimanere con loro (Lc 24,29) - (30/04/2017)
(vai al testo)
Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero (Lc 24,31) - (04/05/2014)
(vai al testo)
Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero (Lc 24,31) - (08/05/2011)
(vai al testo)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Resta con noi perché si fa sera (21/04/2023)
  Lo riconosciamo spezzando insieme il pane (24/04/2020)
  Gesù, invisibile presenza che nulla chiede e tutto dà (28/04/2017)
  In cammino con il Risorto (02/05/2014)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 4.2026)
  di Antonio Savone (VP 4.2023)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 4.2020)
  di Cettina Militello (VP 3.2017)
  di Gianni Cavagnoli (VP 4.2014)
  di Marinella Perroni (VP 4.2011)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: Riconosciuto nello spezzare il pane, G. Trevisan, La Domenica 19 aprile 2026)

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