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martedì 30 dicembre 2025

Maria Vergine e Madre


Maria Santissima Madre di Dio
Numeri 6,22-27 • Salmo 66 • Galati 4,4-7 • Luca 2,16-21
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Nel primo giorno dell'anno, nell'ottava del Natale, la Chiesa celebra Maria Madre di Dio. Maria vergine e madre.
Nel contesto della solennità odierna le due condizioni di Maria, verginità e maternità, sono indissolubilmente unite. La donna di per sé o è vergine o è madre. Qui non è così.
Solo la verginità di Maria, fisica e spirituale, poteva essere lo spazio vuoto in Dio poteva agire. La verginità è possibilità di vita, attesa ed accoglienza. Se non viene visitata rimane sterilità. La verginità è apertura all'altro.
L'uomo, la donna, davanti a Dio sono questo ascolto, silenzio, attesa di quel seme divino che genera la vita di Cristo in noi.
Maria nella sua verginità, nel suo "non possedersi", esprime l'azione di Dio. Per questo è madre di Dio, perché solo così è in grado di generare Dio stesso. Perché Lui solo ha agito in lei.
La maternità che oggi celebriamo è realmente il segno e il simbolo dell'incontro del divino con l'umano. Senza un grembo il Verbo non avrebbe potuto farsi carne: è il grembo di Maria.
Il vangelo proposto ci mostra l'intimo rapporto tra la Parola e la Vergine: "Maria, da parte sua, custodiva queste cose, meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). L'atteggiamento di Maria esprime l'accoglienza fedele della Parola, una reale gestazione, avvenuta sì corporalmente, ma radicata e fondata ancor prima nel cuore, dove la vita si genera continuamente e non una volta per tutte.
Comprendiamo allora che ogni cristiano è chiamato a questa verginità del cuore, affinché Cristo possa nascere, essere generato, in ciascuno di noi, perché lo Spirito Santo feconda il cuore del credente.
Alla luce della verginale maternità di Maria comprendiamo il senso della nostra vita: il Padre in me e io nel Padre, perché, attraverso lo Spirito, il Figlio di Dio maturi fino al raggiungimento del statura perfetta dell'uomo (cf. Ef 4,13).

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio (Lc 2,18)
(vai al testo)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori (Lc 2,18) – (01/01/2025)
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 Maria da parte sua custodiva tutte queste cose (Lc 2,19) – (01/01/2023)
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 I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto (Lc 2,20) – (01/01/2022)
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 Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2,19) – (01/01/2021)
(vai al testo)
 Maria… custodiva tutte queste cose (Lc 2,19) – (01/01/2020)
(vai al testo)
 I pastori riferirono ciò che era stato detto loro (Lc 2,17) – (01/01/2019)
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 I pastori riferirono ciò che era stato detto loro (Lc 2,17) – (01/01/2018)
(vai al testo)
 Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose (Lc 2,19) – (01/01/2017)
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 Vinci l'indifferenza e conquista la pace (01/01/2016 - Giornata mondiale della pace)
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 Non più schiavi, ma fratelli (01/01/2015 - Giornata mondiale della pace)
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 Fraternità, fondamento e via per la pace (01/01/2014 - Giornata mondiale della pace)
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 Beati gli operatoti di pace (01/01/2013 - Giornata mondiale della pace)
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 Educare i giovani alla giustizia e alla pace (01/01/2012 - Giornata mondiale della pace)
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 Libertà religiosa, via per la pace (01/01/2011 - Giornata mondiale della pace)
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Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  Nel silenzio di Maria (30/12/2024)
  Noi, nel cammino di fede di Maria (30/12/2022)
  Essere madre, essere figlio (29/12/2021)
  Madre di Dio (30/12/2020)
  Vergine e Madre (30/12/2019)
  L'incarnazione del Verbo riscatta il tempo che svanisce, colorandolo di eterno (30/12/2018)
  Il grande campo della libertà di Dio: la maternità verginale di Maria, la Theotokos (30/12/2017)
  Il Nome per eccellenza: Dio salva (30/12/2016)
  Alimentati dalla benedizione di Dio (30/12/2015)
  La Vergine Madre (30/12/2013)
  Madre dell'unica persona del Verbo di Dio, dono per il mondo (31/12/2012)
  Madre di Dio (30/12/2011)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 1.2026)
  di Goffredo Boselli (VP 1.2025)
  di Goffredo Boselli (VP 1.2024)
  di Antonio Savone (VP 1.2023)
  di Antonio Savone (VP 1.2022)
  di Antonio Savone (VP 1.2021)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2020)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2019)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 1.2018)
  di Cettina Militello (VP 11.2016)
  di Luigi Vari (VP 11.2015)
  di Luigi Vari (VP 11.2014)
  di Giovanni Cavagnoli (VP 11.2013)
  di Marinella Perroni (VP 11.2012)
  di Marinella Perroni (VP 11.2011)
  di Marinella Perroni (VP 11.2010)
  di Claudio Arletti (VP 11.2009)
  di Claudio Arletti (VP 11.2008)
  di Enzo Bianchi (A)
  di Enzo Bianchi (B)
  di Enzo Bianchi (C)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

sabato 27 dicembre 2025

Una famiglia di rifugiati


Domenica fra l'Ottava del Natale - Santa Famiglia (A)
Siracide 3,2-6.12-14 • Salmo 127 • Colossesi 3, 12-21 • Matteo 2,13-15.19-23
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Nella domenica fra l'Ottava del Natale la liturgia celebra la festa della Santa Famiglia, di Gesù, Giuseppe e Maria.
L'evangelista Matteo ci descrive l'esperienza particolare di questa famiglia che nella loro situazione di povertà è costretta all'esilio per sfuggire alla persecuzione di Erode.
L'Egitto è sempre stato, nella storia biblica, una terra dove potersi rifugiare, un paese ricco e fertile. Lo è stato per Abramo, per Giacobbe e la sua famiglia. Lo è ora per Giuseppe e Maria. Anche questa famiglia, pur nella loro speciale peculiarità, è una famiglia di rifugiati.
Tante famiglie anche oggi sono costrette a cercare rifugio, scappando da situazioni di guerra, di fame, di precarietà. Come rifugiati anche la famiglia di Gesù ha ricordi difficili da sopportare. Chissà, sicuramente, pur ringraziando Dio per lo scampato pericolo di Erode, sente il peso di un massacro di innocenti. E quando Giuseppe pensa di rientrare nella terra di Israele, decide, per paura dello stesso regime politico che lo ha fatto esiliare, di stabilirsi in una città del Nord, sconosciuta, a Nazaret, dove riprendere e trovare legami familiari.
L'esperienza di questa famiglia richiama la situazione di moltissimi altri esiliati, che sono spesso rifiutati ed emarginati.
Gesù ha voluto appartenere ad una famiglia che ha sperimentato queste difficoltà perché nessuno si possa sentire escluso dalla vicinanza di Dio.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto (Mt 2,15)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Parola-sintesi proposta a suo tempo pubblicata:
 Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto (Mt 2,13) - (29/12/2019)
(vai al testo…)
 La Parola di Dio abiti tra voi nella sua ricchezza (Col 3,16) - (29/12/2013)
(vai al testo…)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  La Famiglia di Nazaret: profuga tra i profughi (27/12/2019)
  La Famiglia che Dio si è scelto (27/12/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di Gianni Cavagnoli (VP 11.2013)
  di Marinella Perroni (VP 11.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: La fuga in Egitto, G. Trevisan, La Domenica 28 dicembre 2025)

venerdì 26 dicembre 2025

Incontrare Dio dove è veramente


Natale del Signore
Visualizza i brani delle Letture
Messa nella Vigilia: Isaia 62,1-5 • Salmo 88 • Atti 13,16-17.22-25 • Matteo 1,1-25
Messa della Notte: Isaia 9,1-6 • Salmo 95 • Tito 2,11-14 • Luca 2,1-14
Messa dell'Aurora: Isaia 62,11-12 • Salmo 96 • Tito 3,4-7 • Luca 2,15-20
Messa del Giorno: Isaia 52,7-10 • Salmo 97 • Ebrei 1,1-6 • Giovanni 1,1-18


Appunti per l'omelia

"Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio" (cf. Is 9,5). "Il Figlio di Dio si è fatto uomo per essere in mezzo a noi e per noi luce e vita, nostro fratello e salvatore" (cf. La Domenica, atto penitenziale, messa del giorno).
Nella gioia del Natale contempliamo il dono dell'eterno Padre, suo Figlio. La gioia è grande!
"Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse" (Is 9,1). Sì, è venuta nel mondo la luce: "la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta" (Gv 1,5). La grande certezza è proprio questa: nelle tenebre del mondo non viene meno la luce di Dio. È la certezza che il Padre ci ama, come ama il Figlio, "luce che illumina ogni uomo". Tuttavia, nonostante le tenebre non l'abbiano vinta, la nostra libertà e la durezza del nostro cuore fa resistenza col rischio del rifiuto.
Questa è la realtà: "era nel mondo, eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne tra i suoi, e i suoi non l'anno accolto" (Gv 1,10-11).
Il Figlio di Dio nasce in una situazione di precarietà e privazione, lontano dal suo paese, in condizioni provocate da un rifiuto. L'evangelista Luca ci descrive che "per loro non c'era posto nell'alloggio" (cf. Lc 2,7). Chissà, forse per altri sì, ma "per loro"…
"Venne tra i suoi, e i suoi non l'hanno accolto". Allora forse Dio non va cercato "fra i suoi", per dire che non è scontato che, dove noi pensiamo che naturalmente e religiosamente si possa incontrare, lo possiamo veramente incontrare e riconoscere.
Ma Dio ha scelto l'ultimo posto, il posto dell'escluso, del povero, dello straniero, dell'eretico.
Il questo contesto risuonano con chiarezza le parole di Gesù: "Beato chi non trova in me motivo di scandalo" (cf. Mt 11,6).
Signore Gesù, fa' che possiamo incontrarti là dove tu sei, assieme ai pastore, pure loro esclusi dalla convivenza civile e religiosa, e la tua luce rischiari e sconfigga le tenebre del nostro cuore.

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Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore (Lc 2,11)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata:
 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Lc 2,11) – (25/12/2024)
(vai al testo…)
 Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore (Lc 2,11) – (25/12/2023)
(vai al testo…)
 Gloria a Dio nel più alto dei cieli (Lc 2,14) – (25/12/2022)
(vai al testo…)
 Oggi, nella città di Davide, è nato per noi il salvatore… (Lc 2,11) – (25/12/2021)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per voi un Salvatore (Lc 2,11) – (25/12/2020)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per voi un Salvatore (Lc 2,11) – (25/12/2019)
(vai al testo…)
 I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino (Lc 2,16) – (25/12/2018)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per voi un salvatore (Lc 2,11) - (25/12/2017)
(vai al testo…)
 Andiamo… vediamo questo avvenimento (Lc 2,15) - (25/12/2016)
(vai al testo…)
 Andiamo dunque fino a Betlemme (Lc 2,18) - (25/12/2015)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per noi il Salvatore (Lc 2,11) - (25/12/2014)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per noi il Salvatore (Lc 2,11) - (25/12/2013)
(vai al testo…)
 Non temete: vi annuncio una grande gioia (Lc 2,10) – (25/12/2012)
(vai al testo…)
 Oggi è nato per noi il Salvatore (Lc 2,11) - 25/12/2011)
(vai al testo…)
 Un bambino è nato per noi (Is 9,5) - (25/12/2010)
(vai al testo…)
 La Parola è diventata carne e ha abitato fra noi (Gv 1,14) - (23/12/2009)
(vai al post "Dio, nostro fratello")
 Gloria a Dio nel più alto dei cieli, pace in terra agli uomini che egli ama (Lc 2,14) (Lc 2,14) - (24/12/2008)
(vai al post "Il prodigio dell'amore")

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
  "Lo pose in una mangiatoia" (24/12/2024)
  Accogliere il Dono! (23/12/2022)
  Dalla parte degli ultimi (23/12/2021)
  La Luce apportatrice di Vita (23/12/2020)
  Dio ha condiviso tutto di noi (24/12/2019)
  Il vero Natale per noi! (23/12/2018)
  Gli "ultimi" si sono messi in cammino e hanno incontrato Dio (24/12/2017)
  La speranza di un Bambino (23/12/2016)
  Dio entra nel mondo dal punto più basso (23/12/2015)
  Gloria a Dio in cielo; pace agli uomini in terra (23/12/2014)
  Dio si è fatto bambino! (24/12/2013)
 Il mistero dell'umiltà di Dio (24/12/2012)
 Dar vita a Gesù, oggi (23/12/2011)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di Goffredo Boselli (VP 11.2024)
  di Goffredo Boselli (VP 11.2023)
  di Antonio Savone (VP 11.2022)
  di Antonio Savone (VP 11.2021)
  di Antonio Savone (VP 11.2020)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2018)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2017)
  di Cettina Militello (VP 2016)
  di Luigi Vari (VP 2015)
  di Luigi Vari (VP 2014)
  di Giovanni Cavagnoli (VP 2013)
  di Marinella Perroni (VP 2012)
  di Marinella Perroni (notte, VP 2011)
  di Marinella Perroni (giorno, VP 2011)
  di Marinella Perroni (notte, VP 2010)
  di Marinella Perroni (giorno, VP 2010)
  di Claudio Arletti (notte, VP 2009)
  di Claudio Arletti (giorno, VP 2009)
  di Claudio Arletti (notte, VP 2008)
  di Claudio Arletti (giorno, VP 2008)
  di Enzo Bianchi (vol. anno C, giorno)
  di Enzo Bianchi (vol. anno B, notte)
  di Enzo Bianchi (vol. anno A, aurora)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Immagine: Natività, Erica Ivascon)

venerdì 19 dicembre 2025

Fidarsi di Dio al di là dell'evidenza


4a domenica di Avvento (A)
Isaia 7,10-14 • Salmo 23 • Romani 1,1-7 • Matteo 1,18-24
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Ormai prossimi al Natale del Signore, la liturgia di questa quarta domenica d'Avvento ci presenta le figure di Maria e di Giuseppe. Persone che nella loro vita, nella loro adesione alla volontà di Dio, hanno evidenziato il mistero della vicinanza di Dio con l'umanità.
Maria è colei che ha fatto sì che il Verbo del Padre prendesse la nostra carne mortale e potessimo così sperimentare la sua presenza salvifica, incarnata nella nostra storia.
Giuseppe è colui che si fida, come la sua sposa, totalmente di Dio. È un fidarsi non superficiale, ma avvolto dal dramma della situazione in cui viene a trovarsi, la gravidanza di Maria. Di fronte a questo evento pensa di prendere decisioni giuste, cioè di rimandare la sua sposa, in segreto per non accusarla pubblicamente.
L'evangelista Matteo descrive Giuseppe "uomo giusto"; termine che non fa riferimento ad una rispettabilità morale, ma al senso della giustizia di Dio (che non è come quella degli scribi e dei farisei, rispettosi delle norme, ma pronti a puntare il dito sugli altri), giustizia di chi fa piovere sui giusti e sui peccatori, perché piena di misericordia.
Giuseppe vuole "sciogliere" Maria dal vincolo, liberandola per misericordia, perché l'amore non ripudia, ma "tutto copre".
Ed è in questo momento del dubbio di Giuseppe che Dio interviene con la presenza dell'angelo e l'annuncio che Colui che è nel grembo di Maria è generato dallo Spirito Santo.
Giuseppe è messo alla prova nella sua fede; ma, più ancora, le parole dell'angelo rendono ancora più efficace l'amore che lui ha per Maria, sua sposa. Giuseppe comprende che prendere con sé o ripudiare Maria significa accettare o respingere l'azione che Dio ha compiuto. Giuseppe si fida di Dio. Sa che questa scelta sconvolgerà tutta la sua vita, come l'azione di Dio ha sconvolto la vita di Maria. Ma ambedue si affidano alla Parola di quel Dio che prende carne nella nostra esistenza. È un sì in cui loro, e per loro tutti noi, siamo immersi nel mistero dell'amore di Dio: generare Dio e custodirlo nel concreto della nostra vita.
Solo così potremmo vivere pienamente il mistero del Natale di un Dio che si fa Bambino nella povertà della nostra storia, rendendola una storia sacra.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1,20)
(vai al testo…)

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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Giuseppe, figlio di Davide, non temere (Mt 1,20) - (18/12/2022)
(vai al testo)
 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo (Mt 1,24) - (22/12/2019)
(vai al testo)
 Così fu generato Gesù Cristo (Mt 1,18) - (18/12/2016)
(vai al testo)
 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo (Mt 1,24) - (22/12/2013)
( vai al testo…)
 La Vergine concepirà e partorirà un Figlio (Is 7,14) - (19/12/2010)
( vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Coinvolti nel "sì" di Giuseppe (16/12/2022)
  Non temere (20/12/2019)
  Gesù, colui che dilata il nostro cuore (16/12/2016)
  Attesa e disponibilità del cuore (20/12/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di Antonio Savone (VP 11.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di Cettina Militello (VP 10.2016)
  di Gianni Cavagnoli (VP 10.2013)
  di Marinella Perroni (VP 10.2010)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: "… gli apparve in sogno un angelo", G. Trevisan, La Domenica 21 dicembre 2025)

venerdì 12 dicembre 2025

La gioia dell'attesa



3a domenica di Avvento (A)
Isaia 35,1-6a.8a.10 • Salmo 145 • Giacomo 5,7-10 • Matteo 11,2-11
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Appunti per l'omelia

"Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino" (cf. Fil 4,4.5; Antifona d'ingresso). Siamo invitati non alla tristezza per la nostra solitudine, ma alla gioia per l'attesa di Colui che sta per venire, anzi che viene. Sì, Lui, il Veniente. Noi lo attendiamo con gioia perché le promesse fatte ai nostri padri si realizzano oggi. Tutto il creato è in esultanza perché "Egli viene a salvarci" (cf. Is35,1-6a.8a.10; I lettura). Per questo occorre avere occhi nuovi e orecchi che sappiano ascoltare la voce, foriera della Parola di vita.
Il Signore viene. Noi lo attendiamo. Attendere è diverso da aspettare: chi aspetta un'occasione, una opportunità rischia spesso di rimanere deluso perché sfugge all'attenzione del presente. Perché aspettare è sedersi, accomodarsi. Ed in questa situazione non è possibile gioire. L'attesa invece è fatta di domande, si decentra. Chi attende domanda sinceramente, non pretende di avere ragione.
Anche Giovanni, che è in carcere, chiede, fa domande, nonostante fosse un uomo tenace, testimone della verità. Ed ha dubbi: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro? (Mt 11,3). Il Messia preannunciato da Giovanni, colui che ha il mano la scure per tagliare alla radice e la pala per pulire l'aia, che ristabilisce la giustizia con la forza, non è secondo le sue attese.
La risposta di Gesù è la realizzazione delle promesse fatte ai padri (cf. Mt 11,4-5), cioè un Dio che salva non attraverso segni di potenza, ma attraverso il coraggio di una piena solidarietà con gli ultimi e un servizio instancabile alla povertà dell'uomo.
Anche per noi questo è il Messia che attendiamo? Perché il dubbio che ci sia un Dio che permette tutto ciò che sta accadendo nel mondo ci tormenta. Tuttavia è accogliendo questo mistero di un Dio che si prende cura di noi in modo del tutto originale, soffrendo con noi, è l'unica via sulla quale possiamo incontrare il Signore che viene nel nostro mondo. Un mondo segnato dalla sconfitta e dalla sofferenza.
Allora ecco l'invito dell'apostolo Giacomo ad essere costanti nell'attesa, come l'agricoltore attende il frutto della terra, rinfrancando i nostri cuori, senza lamentarci gli uni degli altri (cf. Gc 5,7-10; II lettura).
Chi è allora quel Giovanni che ha dubbi? Una canna sbattuta da vento? Un uomo vestito con abiti di lusso? Un profeta? Lui è più che un profeta, il più grande nato da donna. Tuttavia, dice Gesù, "il più piccolo del regno dei cieli è più grande di lui" (cf. Mt 11,2-11).
Giovanni è grande perché è piccolo. Allora la via indicataci per incontrare il Signore è quella dell'umiltà, dell'umiltà di colui che sa di dover diminuire perché Lui abbia a crescere (cf. Gv 3,30), dove non ci stanno coloro che possiedono la verità, ma quanti ad essa si affidano, disarmati e pieni di fiducia.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui (Mt 11,11)
(vai al testo…)

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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero (Mt 11,10) - (11/12/2022)
(vai al testo)
 Sei tu colui che deve venire? (Mt 11,3) - (15/12/2019)
(vai al testo)
 Sei tu colui che deve venire? (Mt 11,3) - (11/12/2016)
(vai al testo)
 Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! (Mt 11,6) - (15/12/2013)
( vai al testo…)
 Siate costanti fino alla venuta del Signore (Gc 5,7) - (12/12/2010)
( vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  La perseveranza nell'attesa (09/12/2022)
  Piccoli, ma protagonisti nel Regno (13/12/2019)
  Lo scandalo della misericordia (9/12/2016)
  Il tempo della misericordia (13/12/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di Antonio Savone (VP 11.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di Cettina Militello (VP 10.2016)
  di Gianni Cavagnoli (VP 10.2013)
  di Marinella Perroni (VP 9.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: "Andate e riferite a Giovanni…", G. Trevisan, La Domenica 14 dicembre 2025)

domenica 7 dicembre 2025

Maria, una di noi


Immacolata Concezione della B. V. Maria
Genesi 3,9-15.20 • Salmo 97 • Efesini 1,3-6.11-12 • Luca 1,26-38
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

In Cristo il Padre "ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità…, predestinandoci a essere lode della sia gloria…" (cf. Ef 1,3-6.11-12; II lettura). Dal Padre noi tutti siamo stati scelti per essere immacolati. In Maria questa promessa si è compiuta già in pienezza. Per noi è un cammino ancora in atto che percorriamo su questa terra.
È un cammino, non la meta. È importante non confondere il cammino con la meta, perché si può correre il rischio di relegare Maria lontano da noi, irraggiungibile. Maria non è la meta, è il cammino. In lei si compie la pienezza dell'umanità qui e ora, non domani. Tuttavia in questo nostro cammino, contemplando la giovinetta di Nazaret, prescelta dalla colpa originale, corriamo il rischio di relegarla in una condizione dove i travagli e le fatiche della vita, del corpo e dell'anima non le appartenessero o per lei fossero indifferenti. No, Maria ha sofferto veramente accanto al Figlio fino all'estremo. Maria, nell'essere preservata dal peccato, ha ricevuto in dono l'opportunità di fare i conti, senza sconto, con la propria umanità.
Noi, di fronte al peccato per la nostra fragilità, proviamo le conseguenze della colpa, dove tentiamo di camuffare la nostra situazione con l'illusione dell'indifferenza o scappare dal dolore della nostra incompiutezza.
A Maria è stato dato in dono di non cedere a questa seduzione ingannevole, pur sperimentando tutto il peso della propria vulnerabilità. Perché anche Maria aveva bisogno di affetto e di stima. Anche lei cercava umana comprensione e desiderava amicizia e reciprocità. E non sempre l'ha ottenuta come desiderava, nemmeno da Gesù. Questo non è peccato, è semplicemente vita vera, concreta. Maria non è stata preservata dalle lotte quotidiane della vita, anzi le ha vissute pienamente.
Il dono che le è stato dato è quello di stare costantemente in relazione con l'Emmanuele, dentro di lei, davanti a lei, attorno a lei.
Maria è una donna piena di umanità, perché piena di Grazia.
Maria ha soprattutto "camminato" nella vita ed è diventata l'Immacolata avendo ricevuto in dono il germe, il seme di una amore totale, che morendo si è trasformato nell'albero della Vita, con frutti abbondanti.
Anche ora dal Cielo continua a camminare con noi indicandoci la Via, il suo Figlio Gesù, che vuole nascere ancora nella nostra vulnerabilissima umanità.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Ecco la serva del Signore (Lc 1,38)
(vai al testo…)

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Parola-sintesi a suo tempo pubblicata (breve commento e una testimonianza):
Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio (Lc 1,30)
(vai al testo…) - 8/12/2024)
Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (Lc 1,28)
(vai al testo…) - 8/12/2023)
Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola (Lc 1,38)
(vai al testo…) - 8/12/2022)
Nulla è impossibile a Dio (Lc 1,37)
(vai al testo…) - 8/12/2021)
Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (Lc 1,28)
(vai al testo…) - 8/12/2020)
Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (Lc 1,28)
(vai al testo…) - 8/12/2019)
Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (Lc 1,28)
(vai al testo…)- 8/12/2018)
Avvenga per me secondo la tua parola (Lc 1,35)
(vai al testo…) - 8/12/2016)
Lo Spirito Santo scenderà su di te (Lc 1,35)
(vai al testo…) - 8/12/2015)
Rallegrati, piena di grazia (Lc 1,29)
(vai al testo…) - 8/12/2014)
Rallegrati, piena di grazia (Lc 1,29)
(vai al testo…) - 8/12/2013)

Vedi anche i post Appunti per l'omelia:
Maria, grembo della nuova creazione (6/12/2024)
Il Signore è con te! (7/12/2022)
Il disegno originario del Padre (7/12/2021)
«Hai trovato grazia presso Dio» (6/12/2020)
Entriamo nella scia di Maria (6/12/2019)
L'Immacolata Concezione: la festa del cuore nuovo (7/12/2018)
Maria Immacolata: trasparenza vera nel dialogo con Dio (7/12/2017)
In Maria si congiunge il Cielo e la Terra (7/12/2016)
Dio ci chiama ad aprirci alla gioia (6/12/2015)
Resi immacolati dalla carità (6/12/2014)
Maria, il nostro "dover essere" (6/12/2013)
Il sogno di Dio (6/12/2012)

Riamando ad altri post sulla Solennità odierna, a suo tempo pubblicati:
Madre di Dio (7/12/2010)
Maria, Fiore dell'umanità (8/12/2009)
Immacolati nella carità (7/12/2008)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di Goffredo Boselli (VP 11.2024)
  di Goffredo Boselli (VP 11.2023)
  di Antonio Savone (VP 11.2022)
  di Antonio Savone (VP 11.2021)
  di Antonio Savone (VP 11.2020)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2018)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2017)
  di Cettina Militello (VP 10.2016)
  di Luigi Vari (VP 10.2015)
  di Luigi Vari (VP 10.2014)
  di Giovanni Cavagnoli (VP 10.2013)
  di Marinella Perroni (VP 10.2012)
  di Marinella Perroni (VP 10.2011)
  di Marinella Perroni (VP 10.2010)
  di Claudio Arletti (VP 10.2009)
  di Claudio Arletti (VP 10.2008)
  di Enzo Bianchi (vol. anno A)
  di Enzo Bianchi (vol. anno B)
  di Enzo Bianchi (vol. anno C)
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: Theotokos, dipinto di Kuzma Petrov-Vodkin)

venerdì 5 dicembre 2025

Occorre cambiare il cuore


2a domenica di Avvento (A)
Isaia 11,1-10 • Salmo 71 • Romani 15,4-9 • Matteo 3,1-12
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

"Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!" (Mt 1,2). È l'invito che Giovanni il Battista rivolge a tutti coloro che accorrevano al Giordano per farsi battezzare. È la realizzazione della profezia di Isaia: "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Mt 1,3). Nel deserto si percorrono vie diritte senza deviazioni o tortuosità, più veloci e meno pericolose. Metafora delle vie tortuose dei nostri pensieri e del nostro cuore.
Nell'attesa del Signore che viene occorre che la nostra vigilanza non sia turbata da ragionamenti che giustifichino una nostra condotta lontana dalla volontà di Dio.
Tutti andavano al Giordano, anche farisei e sadducei; ma non tutti con la stessa intenzione di conversione. Pure oggi si vive una religiosità "diffusa", perché "ci vanno tutti", perché tutti siamo cristiani, perché "abbiamo Abramo come padre". Non è sufficiente! L'esito del nostro andare al fiume o essere portati dalla consuetudine religiosa non è lo stesso: rimane solo il grano buono, mentre la paglia verrà bruciata. L'incontro con Colui che ci battezzerà col fuoco del suo Spirito sarà determinante.
Giovanni grida alla nostra coscienza desertificata a addormentata e ci invita ad immergerci nell'acqua per riemergere purificati nel cuore e nelle intenzioni, per essere liberati dai falsi idoli e dalle false certezze.
È l'azione dello Spirito che ci darà la forza per una vita rinnovata. La "voce" ci indica la "Paola": la "voce" scompare" e rimane la "Parola".
Nell'approssimarsi del Natale del Signore occorre prepararci affinché la Parola possa farsi carne nella nostra vita. È con l'accoglienza reciproca - secondo l'invito di Paolo - che noi accogliamo il Cristo che viene e che ci accoglie per fare di tutti un'unica gloria per il Padre (cf. Rm 15,4-9; II lettura).

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! (Mt 3,2)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri (Mt 3,3) - (04/12/2022)
(vai al testo)
 Preparate la via del Signore (Mt 3,3) - (04/12/2016)
(vai al testo)
 Preparate la via del Signore (Mt 3,3) - (05/12/2010)
( vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Preparate la via del Signore (02/12/2012)
  La buona notizia: Dio è vicino! (02/12/2016)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 11.2025)
  di Antonio Savone (VP 11.2022)
  di Cettina Militello (VP 10.2016)
  di Marinella Perroni (VP 9.2010)
  di Enzo Bianchi

(Illustrazione: "Voce che grida nel deserto", G. Trevisan, La Domenica 7 dicembre 2025)

lunedì 1 dicembre 2025

Riconoscere i segni della presenza di Dio


Parola di Vita – Dicembre 2025
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio» (Is 52,10)

Condotto in esilio a Babilonia, il popolo di Israele ha perso tutto: la sua terra, il suo re, il tempio e dunque la possibilità di rendere culto al suo Dio, quello che in passato lo aveva fatto uscire dall'Egitto.
Ma ecco, la voce di un profeta fa un annuncio strabiliante: è ora di tornare a casa. Ancora una volta Dio interverrà con potenza e ricondurrà gli Israeliti oltre il deserto fino a Gerusalemme e di tale evento prodigioso saranno testimoni tutti i popoli della terra:

«Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio».

Anche oggi la cronaca è invasa da notizie allarmanti: persone che perdono lavoro, salute, sicurezza e dignità;giovani, soprattutto, che rischiano il futuro a causa della guerra, della povertà provocata dai cambiamenti climatici nei loro Paesi; popoli senza più terra, pace, libertà.
Uno scenario tragico, di dimensioni planetarie, che toglie il fiato e oscura l'orizzonte. Chi ci salverà dalla distruzione di quanto credevamo di possedere? La speranza sembra non avere ragioni. Eppure l'annuncio del profeta è anche per noi:

«Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio».

La sua parola rivela l'azione di Dio nella storia personale e collettiva ed invita ad aprire gli occhi sui segni di questo progetto di salvezza. Essa infatti è già operante nella passione educativa di una insegnante, nell'onestà di un imprenditore, nella rettitudine di una amministratrice, nella fedeltà di due sposi, nell'abbraccio di un bambino, nella tenerezza di un infermiere, nella pazienza di una nonna, nel coraggio di uomini e donne che si oppongono pacificamente alla criminalità, nell'accoglienza di una comunità.

«Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio».

Si avvicina il Natale. Nel segno dell'innocenza disarmata del Bambino, possiamo riconoscere ancora una volta la presenza paziente e misericordiosa di Dio nella storia umana e testimoniarla con le nostre scelte controcorrente:
«[…] ad un mondo come il nostro, nel quale viene teorizzata la lotta, la legge del più forte, del più astuto, del più spregiudicato e dove a volte tutto sembra paralizzato dal materialismo e dall'egoismo, la risposta da dare è l'amore del prossimo. È questa la medicina che lo può risanare. […] È come un'ondata di calore divino, che si irradia e si propaga, penetrando i rapporti tra persona e persona, tra gruppo e gruppo e trasformando a poco a poco la società» [1].
Come per il popolo di Israele, anche per noi è questo il momento di metterci in cammino, l'occasione propizia per fare un passo avanti con decisione verso quanti – giovani o anziani, poveri o migranti, disoccupati o senza tetto, malati o carcerati – aspettano un gesto di cura e di prossimità, testimonianza della presenza mite ma efficace dell'amore di Dio in mezzo a noi.
Oggi i confini oltre i quali portare questo annuncio di speranza sono certamente quelli geografici, che tanto spesso diventano muri o dolorose linee di guerra, ma anche quelli culturali ed esistenziali. Inoltre, un contributo efficace per superare aggressività, solitudine ed emarginazione può provenire dalle comunità digitali, spesso abitate da giovani.
Come scrive il poeta congolese Henri Boukoulou: «[…] O, divina speranza! Ecco che nel singhiozzo disperato del vento, si tracciano le prime frasi del più bel poema d'amore. E domani, è la speranza!»  [1].

A cura di Letizia Magri
e del team della Parola di Vita


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[1] C. Lubich, Parola di Vita maggio 1985, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova,Roma, 2017, pp. 323-324.
[2] Cf. AA.VV. Poeti Africani Anti-Apartheid, I vol., Edizioni dell'Arco, Milano, 2003.

Fonte: https://www.focolaritalia.org

venerdì 28 novembre 2025

Vigila chi ama


1a domenica di Avvento (A)
Isaia 2,1-5 • Salmo 121 • Romani 13,11-14a • Matteo 24,37-44
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (Mt24,37). "Vegliate" è l'imperativo. Occorre vegliare, "è ormai tempo di svegliarvi dal sonno…", ci ammonisce Paolo (cf. Rm 13,11 seg.; II lettura). Il Signore è vicino, lo stiamo attendendo.
Questo periodo di Avvento che ci prepara al Natale del Signore è un tempo prezioso per "indossare le armi della luce" (cf. Rm 13,12) e vivere da veri figli di Dio, non in mezzo a dissolutezze, ma col cuore vigile. L'esperienza dell'incontro col Signore che viene è l'atteggiamento vero del discepolo che sa attendere, come "il servo attende il ritorno del padrone". Ora il Signore "viene", sì, viene all'improvviso. E se le nostre quotidiane occupazioni, come prendere moglie o marito, magiare o bere, cose non cattive in sé, ma della normalità della nostra vita, non sono occasione di appannamento dell'anima, ma modi concreti di amare il Signore, allora non siamo come ai tempi di Noè, che non si accorsero di nulla e venne il diluvio (cf. Mt 24,37-41).
Il Signore verrà sì alla fine dei tempi, ma ora, al presente, "nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo" (cf. Mt 24,44). Viene, perché lo incontriamo nel momento della nostra morte (che non sappiamo quando verrà), e viene ora, perché bussa alla nostra porta e ci chiede di entrare nella nostra vita. O entra Lui o entra qualcun altro che potrebbe "scassinare la casa". Ma à Lui invece, il Signore Gesù, che rende solida la nostra casa, la nostra vita se costruita sulla roccia della sua Parola.
La nostra è allora un'attesa vigilante, col cuore desto, pronto nell'amore, perché è di chi ama l'essere vigilanti. Vigila veramente chi è nell'amore!

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Vegliate dunque, perché non sapete (Mt 24,42)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Tenetevi pronti (cf Mt 24,44) - (01/12/2019)
(vai al testo)
 Anche voi tenetevi pronti (cf Mt 24,44) - (01/12/2019)
(vai al testo)
 Vegliate dunque! (cf Mt 24,42) - (27/11/2016)
(vai al testo)
 Anche voi tenetevi pronti (Mt 24,44) - (01/12/2013)
( vai al testo…)
 La nostra salvezza è più vicina (Rm 13,11) - (28/11/2010)
( vai al testo…)

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Il Signore viene e viene ora (25/11/2022)
  Verso l'incontro personale con Gesù (29/11/2019)
  Avvento: pronti, senza paura (25/11/2016)
  Il nostro vegliare operoso (29/11/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 10.2025)
  di Antonio Savone (VP 10.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 11.2019)
  di Cettina Militello (VP 10.2016)
  di Gianni Cavagnoli (VP 10.2013)
  di Marinella Perroni (VP 9.2010)
  di Enzo Bianchi

venerdì 21 novembre 2025

Nel regno del Padre


34a domenica del Tempo ordinario (C)
Solennità di Cristo Re dell'Universo

2 Samuele 5,1-3 • Salmo 121 • Colossesi 1,12-20 • Luca 23,35-43
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

La regalità di Gesù, che la liturgia celebra in questa ultima domenica dell'anno liturgico, ci apre alla comprensione, al di là di ogni equivoco mondano, che la signoria di Cristo è la partecipazione alla vita divina di Dio che è Amore.
"Il mio regno non è di questo mondo" (cf. Gv 18,36) ha detto Gesù a Pilato, mostrando che la "verità" dell'esistenza sta nell'essere incorporati al Figlio di Dio, che "non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (cf. Mc 10,45).
La regalità di Cristo si manifesta nell'atto estremo di consegnarsi, di dare la vita, per riscattarci dalla condizione di peccato in cui eravamo caduti con la disobbedienza di Adamo. Dio, infatti, "ci ha liberati dal potere delle tenebre trasferendoci nel regno del Figlio suo…, che ha "riconciliato tutte le cose con il sangue della sua croce" (cf. Col 1,12-20; II lettura).
Il Padre ha mostrato il suo vero volto attraverso il Figlio; un volto di misericordia e di accoglienza senza limiti. Gesù è re per questo!
La sua signoria non si manifesta nell'ostentazione mondana della propria potenza, secondo i propri interessi, come vorrebbero, sotto la croce, i capi, i soldati e lo stesso ladrone condannato alla stessa pena della crocifissione: "Ha salvato gli altri, salvi sé stesso se è lui il Cristo". Non salva sé, ma salva noi! Anzi, quando noi riconosciamo il nostro peccato, il nostro allontanamento da Dio, e nella fede, come fa il ladrone pentito, chiediamo a Gesù che si ricordi di noi nel suo regno, non chiediamo un semplice ricorso o una memoria di qualcosa che è avvenuta; chiediamo di stare con Lui nel paradiso. È essere con Lui, in una vita condivisa, la comunione con Dio per l'eternità.

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno (Lc 23,42)
(vai al testo…)

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Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Oggi con me sarai in paradiso (cf Lc 23,43) - (20/11/2022)
(vai al testo)
 Gesù, ricordati di me... (cf Lc 23,42) - (24/11/2019)
(vai al testo)
 Gesù, ricordati di me... (cf Lc 23,42) - (20/11/2016)
(vai al testo)
 Oggi con me sarai nel paradiso (Lc 23,43) - (24/11/2013)
( vai al testo…)
 Benedetto colui che viene nel nome del Signore (Mt 11,9) - (19/11/2010)
(vai al post "Il nostro Re, lo riconosce chi ama")

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  La porta spalancata al cuore del Padre (18/11/2022)
  Regnare con la "potenza" dell'amore (22/11/2019)
  Un Re che muore amando, che dona tutto se stesso (11/11/2016)
  Il Re che offre la sua vita (22/11/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 10.2025)
  di Antonio Savone (VP 10.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 10.2019)
  di Cettina Militello (VP 9.2016)
  di Marinella Perroni (VP 9.2013)
  di Claudio Arletti (VP 9.2010)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: Ricordati di me, G. Trevisan, La Domenica 23 novembre 2025))

venerdì 14 novembre 2025

Ciò che veramente rimane


33a domenica del Tempo ordinario (C)
Malachia 3,19-20a • Salmo 97 • 2 Tessalonicesi 3,7-12 • Luca 21,5-19
(Visualizza i brani delle Letture)

Appunti per l'omelia

Si avvicina la fine dell'anno liturgico e la liturgia ci mette davanti a ciò cha un termine: la nostra vita, la storia, il mondo. Nell'attesa occorre non abbassare la guardia. Anzi, per il sentimento di non precipitare nella dimenticanza, vorremmo che qualcosa di noi restasse a testimonianza di ciò che noi siamo stati. Ma "di tutto ciò che vedete - dice Gesù - non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta" (cf. Lc 21,6).
L'autocompiacimento per qualcosa che abbiamo costruito, come il tempio di Gerusalemme (citato nel brano evangelico), "ornato di belle pietre e doni votivi", è destinato a farci percepire la transitorietà di ogni cosa, quasi uno smacco alla nostra presunzione di essere al centro del mondo.
Quante volte persone di chiesa sono state ricordate per quello che hanno costruito, in chiese, oratori, in "pietre" che durano nel tempo, ma che spesso, ora, rimangono vuote…
Invece ciò che resta è solo Dio! Se nell'attesa dell'incontro definitivo la storia è attraversata da guerre e distruzioni operate dagli uomini o dalla natura, anche la vita dei credenti è messa alla prova. Una prova che interesserà la loro fede, il tradimento degli amici e dei parenti: "Badate di non lasciarvi ingannare…". Non è la fine. È il momento della testimonianza. Noi siamo la chiesa, non fatta di mattoni, ma di persone, di "pietre vive", che hanno posto la loro fiducia nel Signore della storia.
Il Signore Gesù ci invita alla perseveranza, che non è tanto uno sforzo personale, quanto piuttosto la nostra fiducia in una promessa: "Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto". Non è l'assenza di problemi o di persecuzioni o di dolori, ma la convinzione che la tenerezza di Dio ci accompagna sempre, anche nelle briciole della nostra esistenza, un capello del nostro capo.
Solo l'amore resta!

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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Io vi darò parola e sapienza (Lc 21,15)
(vai al testo…)

PDF formato A4, stampa f/r per A5:


Vedi anche analoga Parola-sintesi a suo tempo pubblicata
 Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21,18) - (13/11/2022)
(vai al testo)
 Avrete allora occasione di dare testimonianza (cf Lc 21,19) - (17/11/2019)
(vai al testo)
 Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita (cf Lc 21,19) - (13/11/2016)
(vai al testo)
 Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita (Lc 21,19) - (17/11/2013)
( vai al testo…)
 Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21,18) - (12/11/2010)
(vai al post "Oltre ogni paura")

Vedi anche il post Appunti per l'omelia:
  Nella prova sostenuti dalla sua Parola (11/11/2022)
  La storia nelle mani del Padre (15/11/2019)
  Il male si vince con la perseveranza (11/11/2016)
  Nell'attesa di quel giorno (15/11/2013)

Commenti alla Parola:
  di Goffredo Boselli (VP 10.2025)
  di Antonio Savone (VP 10.2022)
  di L'Amicizia presbiterale "Santi Basilio e Gregorio" (VP 10.2019)
  di Cettina Militello (VP 9.2016)
  di Marinella Perroni (VP 9.2013)
  di Claudio Arletti (VP 9.2010)
  di Enzo Bianchi
  di Lectio divina: Abbazia Santa Maria di Pulsano

(Illustrazione: "Vi perseguiteranno, consegnandovi alle prigioni", G. Trevisan, La Domenica 16 novembre 2025)

sabato 1 novembre 2025

Chiamati figli di Dio


Parola di Vita – Novembre 2025
(Clicca qui per il Video del Commento   -   oppure...)

«Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9)

Recentemente un osservatorio creato da tre università italiane ha segnalato che in un anno sono stati più di un milione i messaggi di odio sulla rete. Sempre più violenti quelli contro gli stranieri, gli ebrei ma soprattutto contro le donne.
Certamente non possiamo generalizzare ma ciascuno di noi ha sperimentato in famiglia, nel lavoro, in ambito sportivo, ecc., atteggiamenti litigiosi, di offesa e antagonismi che dividono compromettendo la convivenza sociale. Poi, a livello più globale, ci sono attualmente nel mondo 56 conflitti armati, la cifra più grande dalla Seconda Guerra Mondiale con un numero altissimo di vittime civili. Proprio in questo contesto risuonano più che mai provocatorie, vere e forti le parole di Gesù:

«Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

«Ogni popolo, ogni persona avverte un profondo anelito alla pace, alla concordia, all'unità. Eppure, nonostante gli sforzi e la buona volontà, dopo millenni di storia ci ritroviamo incapaci di pace stabile e duratura. Gesù è venuto a portarci la pace, una pace - ci dice - che non è come quella che "dà il mondo" [1] perché non è soltanto assenza di guerra, di liti, di divisioni, di traumi. La "sua" pace è anche questo, ma è molto di più: è pienezza di vita e di gioia, è salvezza integrale della persona, è libertà, è giustizia e fraternità nell'amore fra tutti i popoli» [2].
La parola di vita di questo mese è la settima delle beatitudini con le quali inizia il discorso della montagna (Mt 5-7). Gesù, che le incarna tutte, si rivolge ai suoi discepoli per istruirli. È da notare che le otto beatitudini sono formulate al plurale. Possiamo dedurre da questo fatto che l'accento non viene messo su un atteggiamento individuale o su virtù personali, ma piuttosto su un'etica collettiva che si realizza in un gruppo.

«Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

Chi sono gli operatori di pace? Questa «beatitudine è la più attiva, esplicitamente operativa; l'espressione verbale è analoga a quella usata nel primo versetto della Bibbia per la creazione e indica iniziativa e laboriosità. L'amore per sua natura è creativo […] e cerca la riconciliazione a qualunque costo. Sono chiamati figli di Dio coloro che hanno appreso l'arte della pace e la esercitano, sanno che non c'è riconciliazione senza dono della propria vita, e che la pace va cercata sempre e comunque. […] Questa non è un'opera autonoma frutto delle proprie capacità, è manifestazione della grazia ricevuta da Cristo, che è nostra pace, che ci ha resi figli di Dio» [3].

«Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

Come vivere allora questa parola? Anzitutto diffondendo dovunque l'amore vero. Poi intervenendo quando, attorno a noi, la pace è minacciata. A volte basta ascoltare con amore, fino in fondo, le parti in lite e si può intravedere uno sbocco.
Ancora, non ci arrenderemo finché rapporti interrotti, spesso per un nonnulla, non siano ristabiliti. Forse potremmo dare vita, in seno all'ente, associazione o parrocchia cui facciamo parte, a iniziative particolari dirette a sviluppare una maggiore coscienza della necessità della pace. Ci sono nel mondo una miriade di proposte, grandi e piccole, che agiscono in questa direzione: marce, concerti, convegni, lo stesso volontariato mette in motto una corrente di generosità che costruisce la pace.
Ci sono pure percorsi di educazione alla pace come «Living Peace» [4]. Ad oggi sono più di 2600 le scuole e gruppi che aderiscono al progetto e oltre due milioni di bambini, i giovani e adulti sono coinvolti nelle sue iniziative nei cinque continenti. Tra queste il lancio del «Dado della pace» - che s'ispira a quello dell'arte di amare di Chiara Lubich [5] - sulle cui facce sono scritte delle frasi che aiutano a costruire rapporti di pace e anche l'iniziativa che si tiene in tutto il mondo, il «Time out»: alle ore 12:00 di ogni giorno, si tiene un momento di silenzio, di riflessione o di preghiera per la pace.

A cura di Augusto Parody Reyes
e del team della Parola di Vita


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[1] Cf. Gv 14,27.
[2] C. Lubich, Parole di vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5) Città Nuova Editrice, Roma 2017, p. 709 (Gennaio 2004).
[3]  Papa Francesco, Udienza Generale. Catechesi sulle Beatitudini. Mercoledì 15 aprile 2020.
[4] http://livingpeaceinternational.org.
[5] C. Lubich, L'arte di amare, Città Nuova Editrice, Roma 2005.

Fonte: https://www.focolaritalia.org - https://www.focolaritalia.it - https://www.cittanuova.it
Immagini: Trento. Il "dado della pace", nell'aiuola della pace con l'ulivo, curato dalle scuole. Un'alunna indica le frasi di pace sul "dado della pace".

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